Ven. Set 25th, 2020

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Whales sempre più minacciose, quale difesa?

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whales, disegno di un esemplare che nuota

Whales, un esemplare. Image by OpenClipart-Vectors from Pixabay




Crypto mercato e whales rappresentano 2 realtà strettamente collegate. La dinamica dei trends dei tokens più importanti appare oggi per larga parte dominata dalle manovre delle balene. Un male? Da un lato sì. Ma ci sono anche gli aspetti positivi. E proteggersi dalle oscillazioni innaturali dei prezzi forse non è impossibile. Approfondiamo il tema.

Cosa sono le whales

Qualunque neofita incappa ben presto nel termine whales, o balene in italiano. Nel crypto-dizionario la parola indica gli indirizzi che detengono almeno 1.000 bitcoin.




Ovviamente anche le altre criptovalute sono interessate dal fenomeno. Il numero di token detenuti da un wallet classificato come whale, in tal caso, varia in base al valore e al numero totale dei tokens in questione. In altre parole chi detiene 1.000 XRP, che mentre scrivo valgono circa 0,186 $ e il cui rifornimento circolante attuale ammonta a 43.978.966.311 tokens, non è una balena, chi ne possiede 1.000.000 sì.

Varie ricerche mostrano che il numero complessivo di whales è in aumento. Lo scorso dicembre, come riportato dal Los Angeles Times, gli wallet contenenti almeno 1.000 BTC possedevano circa il 42% dell’intero ammontare di questi tokens in circolazione.

Le balene influenzano l’andamento dei prezzi delle criptovalute

Non è una novità: singole whales o azioni concordate fra un gruppo delle medesime possono influenzare e manipolare le quotazioni delle criptovalute.




Questo perché sul crypto mercato, sia piccoli investitori che balene non devono sottostare alle normative di un mercato regolamentato, potendo quindi speculare a piacimento.

Se il prezzo di una criptovaluta scende in picchiata non esistono meccanismi atti a limitare le perdite, come la sospensione delle contrattazioni. Analogamente, se un token presenta un uptrend stratosferico molti traders possono realizzare profitti notevoli, ma d’altro canto esiste il rischio che si formi una bolla.

In questo scenario le whales hanno un impatto positivo e uno negativo.




Quello positivo nasce dall’ammontare delle loro esposizioni. Senza le balene, le principali criptovalute avrebbero valori inferiori a causa di una domanda molto più ridotta.

Senza contare il maggior rischio di attacchi 51%, sempre conseguenza di network più limitati. Perché prezzi minori si tradurrebbero, è ovvio, in minore interesse al mining, con riduzione del numero di nodi operanti.

L’aspetto fortemente negativo invece deriva dalle ingenti movimentazioni di tokens da parte delle whales. Pump and dump quando vogliono manipolare il mercato, in primis.

Poi c’è il mercato correlato dei derivati, al contempo fonte e ragione di strategie nocive per il mercato del sottostante.




Diverse whales infatti investono parecchio nei futures bitcoin. Prima della scadenza dei medesimi, stando ai dati sospetti degli ultimi mesi in particolare, sembra che decidano di influenzare i prezzi del BTC per ovvie ragioni di convenienza.

Come difendersi dalle whales?

Le contromisure rispetto alle manipolazioni delle balene? Si avvalgono in primo luogo di una regola aurea che vale per qualunque settore d’investimento: monitorare con attenzione l’andamento del mercato di riferimento.

Nel caso delle criptovalute, significa che se all’improvviso su qualche exchange si rileva un afflusso notevole e imprevisto di un token, è il caso di insospettirsi. Ad aiutare ci sono poi anche le segnalazioni su Twitter.

I futures BTC quotati al Nyse e sul CME forniscono una panoramica delle aspettative e delle valutazioni dei traders rispetto all’andamento della criptovaluta numero 1. Anche le whales, oltre a investire facilmente nei derivati, usano i dati di questi mercati per orientare le loro strategie.




Seguendo per qualche mese il trend dei futures e i movimenti negli exchanges, diventa molto più facile intercettare in tempo reale o prevedere come si muovono le whales e abituarsi a operare di conseguenza. La regola ha le sue eccezioni, ma è inevitabile: un mercato perfettamente prevedibile non avrebbe senso di esistere.

 


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