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Wallet bitcoin: l’aumento degli istituzionali si nota

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Wallet bitcoin: immagine raffigurante un BTC e uno smartphone usato come portafogli digitale

Il numero di wallet bitcoin detenuti da balene nel 2020 attesta un andamento dal segno più. Attualmente ci sono 2052 portafogli che contengono 1.000 o più BTC. Rispetto al 2019 l’aumento è stato di 302 wallet. In percentuale questo si traduce in un incremento del 17%.

Il numero di indirizzi con un deposito di almeno 1.000 tokens della regina delle criptovalute è invece salito del 7% circa. In data odierna risultano esserci 2.267 addresses. (La differenza tra wallet ed address, per chi non la conosce, è che il primo indica il contenitore che racchiude l’ammontare dei BTC in possesso di un singolo soggetto. Il suo intero deposito, insomma. Un address invece rappresenta la localizzazione di tokens al suo interno. Se questi vengono suddivisi in 2 o più frazioni ecco che il numero di indirizzi di un wallet sale, spiegando la discrepanza tra il numero dei primi e quello dei secondi).

La crescita degli wallet bitcoin è opera degli istituzionali

Il merito dell’incremento dei wallet bitcoin più capienti si deve al grande interesse degli investitori istituzionali. Il più recente che si è aggiunto pubblicamente alla lista si trova in Massachusetts: MassMutual. Che ha dichiarato tramite il proprio CEO Tim Corbett di avere effettuato un investimento di 100 milioni di dollari in BTC. Oltre a questo, la compagnia assicurativa ha rilevato una quota di NYDIG del valore di 5 milioni di dollari. L’esposizione attesta ovviamente la fiducia nel gain realizzabile grazie al token più importante del mondo.

Prima di MassMutual, nel 2020, hanno effettuato un sostanzioso investimento in un wallet bitcoin aziende come Square, MicroStrategy e Fidelity. La prima ad ottobre ha reso noto di aver comprato BTC per un valore corrispondente all’1% del proprio portafogli. Ossia 50 milioni di dollari. MicroStrategy ha investito quasi 9 volte tanto: 425 milioni $. Fidelity ha aperto un fondo d’investimento dedicato all’oro digitale, con quote di adesione dai 100.000 dollari.

Oltre all’interesse a detenere un wallet bitcoin, queste società hanno un altro fattore comune: sono tutte americane. Oltreoceano evidentemente la domanda di criptovalute e l’analisi di mercato convergono nell’identificare in BTC un asset d’investimento migliore di altri più tradizionali durante l’attuale crisi scatenata dal coronavirus.

Le balene e la crisi

Ovviamente gli wallet bitcoin delle whales, come del resto quelli retailers, sono dinamici. Nonostante l’aumento del loro numero la criptovaluta da alcuni giorni presenta il segno meno. Il downtrend non sorprende gli analisti. La maggior parte aveva predetto una correzione dell’uptrend, e a seguire un nuovo rialzo. Infatti l’attuale valore in discesa di BTC si rivela propizio per investire.

A patto di avere fiducia nell’asset, naturalmente. Che su questo fronte sembra cavarsela bene. Già prima dell’inizio della pandemia di Covid-19 il token si era guadagnato l’appellativo di oro digitale. Ora che la congiuntura macroeconomica indica una ripresa futura dai contorni incerti, BTC diventa ancora più interessante. Per i profili di investitori portati al rischio, ma non solo. Ormai anche chi preferisce asset più tranquilli inizia a prendere in considerazione la criptovaluta number 1.

La volatilità del valore degli wallet bitcoin all’apparenza non promette tranquillità, è vero. Però il mercato azionario non se la sta cavando bene. L’oro ha ceduto oltre il 12% rispetto allo scorso agosto. Il coronavirus, la Brexit, il sentiment di un futuro fragile dissuadono dall’esposizione su strumenti finanziari tradizionali che si trovano a subire gli effetti di una situazione tanto anomala. La fiducia in bitcoin insomma è in parte merito di una sfiducia verso altri mercati. Finché questi non si riprendono, il BTC potrebbe trarne vantaggio.

A suo favore c’è poi il prossimo lancio delle valute digitali delle banche centrali. Le date sono ancora lontane, a parte la Cina a quanto ne sappiamo, ma la maggiore dimestichezza con le monete crittografiche favorirà anche le criptovalute. Questo almeno è il parere di diversi analisti.

Questi fattori fanno sì che gli investitori istituzionali presumibilmente continueranno a volersi dotare di un wallet bitcoin. La scarsità del token potrebbe fare il resto, innescando un uptrend di portata ancora ignota ma allettante da scoprire.

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