Gio. Ago 13th, 2020

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Visa e criptovalute, un legame in crescendo

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visa e criptovalute, immagine simbolica dell'azienda




Già da tempo si sa che Visa e criptovalute, più le blockchain su cui circolano queste ultime, rappresentano sistemi finanziari sempre più convergenti. L’interesse della società leader dei pagamenti cashless deriva dall’espansione del mercato crypto.

Un’opportunità troppo ghiotta per rinunciarvi. Specie ora che la rivale Mastercard sta a sua volta realizzando un progetto fintech, finalizzato a consentire l’utilizzo delle monete crittografiche sul proprio circuito di pagamento.

La notizia del legame fra Visa e criptovalute rappresenta un’eccellente notizia per chi ha un’esposizione nel settore crypto, ovviamente. Ma c’è di più: è una svolta fondamentale.




Visa e criptovalute, ecco come si stanno avvicinando

La connessione che si sta instaurando fra Visa e criptovalute ha più aspetti.

Uno è quello rappresentato dal brevetto per una valuta digitale esclusiva e centralizzata, “made in Visa”, per il quale la società ha depositato domanda a fine 2019. Il token utilizzerebbe molto della tecnologia di Ethereum, ma sarebbe classificabile come stablecoin.

Poi c’è Libra, altra stablecoin centralizzata. La moneta crittografica di Facebook non ha mai visto la luce (per ora), ma fra le società più interessate c’era proprio Visa. A causare la marcia indietro dell’azienda, si sa, è stato l’ostruzionismo di alcuni governi, in primis quello USA. Il quale per raggiungere il proprio obiettivo ha messo in atto una sorta di ricatto finanziario, sleale ma efficace. In un secondo tempo, comunque, Visa ha manifestato nuovamente l’intenzione di avvicinarsi al progetto.




Infine c’è FastTrack, il cuore del legame fra Visa e criptovalute. Assomiglia a grandi linee ad Accelerate, il piano che sta portando avanti Mastercard. Lo scopo di FastTrack è quello di facilitare l’annessione alla rete Visa delle aziende fintech che soddisfino i criteri di sicurezza, innovazione e affidabilità necessari. Nel novero sono incluse quelle attive, anche in via esclusiva, nel crypto settore.

Coinbase è infatti da qualche tempo membro di Visa; Paxful analogamente consente ai buyers di acquistare bitcoin pagando con Visa, e poi c’è Binance. Altre società seguiranno.

In sostanza, con Visa e criptovalute unite si possono acquistare facilmente queste ultime con un metodo di pagamento familiare e consolidato per i traders. Ma soprattutto può diventare ordinaria amministrazione fare acquisti o ricevere pagamenti in tokens. Oggi non lo è.




La ricaduta sul crypto settore

Senza l’avvicinamento fra Visa e criptovalute, e vale anche per Mastercard, le monete crittografiche non possono diventare un mezzo di pagamento realmente concorrenziale rispetto alle valute fiat. Bitcoin è nata proprio per questo scopo, ma esiste e prospera, in realtà, perché gli investitori hanno approfittato dell’opportunità di guadagno derivato dalla sua volatilità e dalla scarsità del token. Il caffè, l’hotel e il blazer quasi tutto lo pagano ancora con metodi tradizionali. Solo il dark web fa eccezione (e non è una bella notizia).

Se però diventerà semplice, sicuro ed economico usare le monete crittografiche per rimpinguare i depositi delle credit card e fare pagamenti, saranno in moltissimi a preferirle. A quel punto il crypto settore potrebbe godere di una crescita esponenziale. Non solo varrebbe ancora più la pena acquistare tokens, ma anche convalidare le transazioni sulle blockchain che usano il protocollo proof of stake e sue varianti si tramuterebbe in un’attività davvero redditizia.

Questo roseo scenario è però increspato da un’ombra.




Il legame crescente fra Visa e criptovalute per ora non ha provocato reazioni governative, nemmeno da parte di quello USA. Questo tacito benestare sarà sempre scontato? Non ci sono garanzie. Nemmeno che bitcoin, ethereum ed altre valute crittografiche ora classificate come commodities, una volta insediatesi stabilmente sui circuiti Visa e Mastercard, non vengano penalizzate da una “promozione” a securities. Come sempre quando si parla di tokens, le incognite abbondano.





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