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Tezos: Coinbase da ok per staking wallet USA

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Tezos symbol

La criptovaluta Tezos nella giornata di ieri è stata protagonista di un rialzo a 2 cifre. In poche ore il suo prezzo ha subito un incremento superiore al 20%, il maggiore in assoluto fra i primi 20 asset del cripto mercato.

L’andamento positivo ha avuto origine da good news provenienti da Coinbase e OKEx. I popolari exchanges hanno infatti ampliato l’offerta di trading sulle proprie piattaforme tramite i token XTZ.

I traders non si sono lasciati sfuggire la ghiotta opportunità.

Lo staking Tezos su Coinbase

Più precisamente, i detentori statunitensi di Tezos hanno ora il via libera per l’accesso allo staking su Coinbase. Ottima notizia per loro: mettendo semplicemente a disposizione i loro token XTZ potranno guadagnare nuovi Tezos sulla piattaforma in modo passivo.

Il meccanismo è semplice. Chi lo vuole può depositare su Coinbase un certo ammontare del proprio wallet XTZ. La scelta di quanti token spostare è individuale, purché siano almeno 8.000 o multipli. Più se ne depositano e più sale il gain.

I Tezos disponibili vengono utilizzati per la validazione dei blocchi dell’omonima rete tramite il meccanismo di consenso proof of stake, da qui la definizione staking. Un’alta disponibilità di token rende il processo rapido ed economico.

La principale ricaduta positiva è che una piattaforma più efficiente è in grado potenzialmente di attirare nuovi buyers, disposti ad acquistare ed effettuare transazioni con gli XTZ.

Più richiesta di Tezos uguale aumento di valore dei token. Alla fine, chi deposita una parte dei propri XTZ su Coinbase può ritrovarsi a guadagnare sul deposito e sul loro aumento di prezzo.

Gli hodlers USA stanno approfittando. Il gain corrisponde circa al 5% mensile del valore della criptovaluta depositata.

Il listing su OKEx

Interesse per Tezos anche da parte di un exchange rivale della celebre piattaforma americana. OKEx sta infatti avviando proprio oggi, 8 novembre, il listing dei token XTZ, che potranno essere scambiati con il Bitcoin e con la stablecoin Tether (USDT).

OKEx è l’ultima delle principali piattaforme per lo scambio di criptovalute ad accettare questo token. Sempre quest’anno, a settembre, a dare il via libera per gli XTZ era stato Binance, dove oltre alla conversione in/da BTC e USDT è ammessa anche quella con Binance Coin.

Ancora prima, a febbraio, listing di Tezos su BitMax per lo scambio XTZ/BTC e XTZ/ETH. Kraken si è mosso in anticipo rispetto ai concorrenti. Su questa piattaforma infatti già dal 2018 è possibile convertire questi token in/da valute fiat, BTC ed Ether.

Infine, fra gli exchange più grandi XTZ-friendly, da menzionare anche Bitfinex e Huobi. Altre piattaforme al contrario per ora non accettano questo token. Fra le principali troviamo Bitstamp e Bittrex.

Caratteristiche di Tezos

Il lancio del network Tezos è avvenuto nell’ottobre 2017. Il progetto sul quale è costruito assomiglia molto a quello di Ethereum. La blockchain infatti supporta dApps e smart contracts. Chi intende crearli e diffonderli su questa piattaforma può usufruire, pagando in Tezos, della potenza di calcolo offerta dai nodi della rete.

A differenza di Ethereum però questa blockchain utilizza fin dall’inizio il DPoS invece del PoW. Meno energivoro e più rapido, tale protocollo consente di validare i nuovi blocchi impegnando direttamente solo un certo numero di delegati, detti bakers – in italiano panettieri – anziché richiedere il consenso dell’intero network.

E’ un protocollo meno sicuro? Alcuni hanno questo timore, ma in realtà il DPoS, non richiedendo l’enorme potenza di calcolo del proof of work, evita il rischio della concentrazione della validazione da parte di poche mining farms.

Quanto alla correttezza dei delegati, si basa su un incentivo che più robusto di così non si può: il loro interesse. Comportamenti disonesti infatti significano l’esclusione dal ruolo di validatori e la perdita dei token dello stake.

Ma chi può eseguire validazioni? In realtà, pur essendo una rete decentralizzata e pubblica, non tutti possono diventare bakers. Per farlo occorre infatti un account di tipo Originated, il medesimo che da diritto alla gestione di smart contracts – il solo altro profilo possibile è Implicit, per chi si limita a detenere e tradare XTZ-.

L’account Originated può validare congelando uno o più stake di 8.000 Tezos; inizialmente erano 10.000. Al momento in cui scrivo, quindi, dato il valore di 1,1 € di un token XTZ, significa un deposito congelato del valore di almeno 8.800 euro. Ed ecco spiegato perché i validatori si comportano bene…

Altra differenza fra Tezos ed Ethereum riguarda l’assenza di splitting per la prima. Quando si verifica la necessità di un update della blockchain si decide con una votazione democratica. Se la maggioranza è favorevole all’aggiornamento tutti dovranno passare al nuovo protocollo, se invece il numero più alto di votanti sceglie di mantenere il codice in uso, nessuno eseguirà cambiamenti.

In tal modo la chain si mantiene compatta, senza rischiare i frazionamenti che hanno avuto luogo per esempio fra Bitcoin e Bitcoin Cash oppure Ripple e Stellar. Nella primavera di quest’anno la blockchain ha avuto il suo primo hard fork, Athens A, che ha portato appunto all’abbassamento dello stake.

Conviene investire nel token del network Tezos?

Il progetto Tezos è valido, utile e nel complesso ben implementato. La community appare partecipe e complessivamente compatta. Il market cap XTZ è oggi di circa 783.326.000 dollari, consentendo a Tezos di occupare la diciassettesima posizione fra le criptovalute a maggiore capitalizzazione.

Il valore di un singolo token in dollari è circa 1,2. In passato è andata meglio, con ATH di circa 10 dollari. Nell’ultimo anno il prezzo ha avuto una flessione di oltre il 20%, difatti l’8 novembre 2018 un XTZ costava circa 1,33 dollari. Ad ogni modo nel 2019 sta dimostrando una discreta performance: da gennaio il suo valore è raddoppiato.

Quando un exchange importante come Coinbase include nel listing un token, è estremamente probabile l’avvio – o il rafforzamento – di un trend bullish di breve periodo. Nell’arco di 24 ore però la spinta rialzista di Tezos si sta già esaurendo. Del resto oggi quasi l’intero mercato delle criptovalute, Bitcoin incluso, è in territorio negativo.

In conclusione, la scelta di inserire Tezos nel wallet è personale, ma pare che passato l’effetto Coinbase e OKEx la convenienza sia venuta meno. Nel prossimo futuro si capirà meglio.

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