Ven. Ott 30th, 2020

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Tether: la stablecoin rifugio resiste alla crisi

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Simbolo di Tether ripetuto che forma una T




Le performance di Tether e quelle del resto del mercato crypto risultano frequentemente disallineate, si sa. Questo asset digitale infatti è una stablecoin, che attira gli investitori non solo per gli scambi ordinari, ma anche per evitare o contenere perdite nei momenti di crisi del settore.

Il risultato è che il market cap di Tether vanta un incremento annuale di tutto rispetto. Se guardiamo alle altre criptovalute, il panorama appare decisamente meno confortante.




Vale quindi la pena approfondire la conoscenza di questa particolare valuta digitale.

Che cos’è Tether

Il maggiore punto di forza di questo strumento finanziario crittografico è il suo valore pressoché stabile. Tether infatti è una stablecoin, vale a dire una valuta virtuale il cui valore risulta ancorato a quello di un altro asset finanziario, normalmente solido. Può trattarsi ad esempio di una valuta fiat, oppure un metallo prezioso.

La categoria pare avere davanti un florido futuro, basti pensare che la Cina presto avrà la sua stablecoin di Stato. Il Giappone invece per ora ha detto no, ma pare trattarsi di un rinvio più che un rifiuto.

Tornando a Tether, precisiamo che è ancorata a valute fiat. Quali? Dollaro, euro, yen e da settembre anche yuan. La più scambiata è USDT, ossia quella agganciata al dollaro. Negli ultimi mesi il volume di scambi quotidiani che vedono coinvolta questa stablecoin risultano pressoché sempre superiori a quello delle altre criptovalute, inclusa la numero 1, Bitcoin.

Tether USDT infatti, abbiamo detto, è immune dalla volatilità che contraddistingue il mercato criptovalute. Quando il mercato crolla, convertire in USDT è conveniente.




Inoltre la stablecoin può circolare su blockchain Bitcoin, sulla sua sidechain Liquid Network, sui network Ethereum, TRON ed EOS. E’ scambiabile ovunque vi siano valute crittografiche, e questo permette di usarla nel passaggio da un exchange ad un altro, per esempio.

Tether infine è conveniente sotto il profilo costi nelle conversioni da valute fiat e con altre criptovalute. Ma qui s’intravvedono ombre.

I dubbi sulla stablecoin

Il valore di ogni Tether, in quanto stablecoin, dovrebbe essere garantito dalla copertura in dollari – o altra valuta fiat -. Chi si fa responsabile di questa correlazione?

Risposta: la Tether Limited inc., società con sede nelle Isole Vergini Britanniche, noto paradiso fiscale. Com’è facile intuire dal nome, si tratta anche dell’emittente dei token, perché va sottolineato che la gestione è centralizzata, diversamente da quasi tutte le altre criptovalute.

Sul sito ufficiale della stablecoin, inizialmente la Tether Limited dichiarava che a ciascun USDT circolante corrispondeva un dollaro acquistato appunto come copertura; ma poi si è saputo che le cose non stanno proprio così.

In soldoni, molti dollari coprono molti Tether, è vero, però la società ha investito anche in altri asset. Risultano persino crediti verso terze parti, e qui la trasparenza finisce perché chi siano questi ultimi è un mistero.

Notizia poco confortante? C’è di peggio. Tether Limited inc. nelle clausole che regolano la detenzione, l’acquisto e la conversione della stablecoin, precisa che la liquidazione in valuta reale non è garantita dalla società.




Nonostante questo i Tether in circolazione attualmente sono oltre 4 miliardi. Quanto alla capitalizzazione è superiore ai 4 miliardi di dollari; esattamente un anno fa, il 6 dicembre 2018, ammontava a poco più di 1,855 miliardi di dollari. Qualunque trader che ha un’esposizione sul crypto mercato sa che questi 2 dati, market cap e numero di stablecoin circolanti, sono da monitorare con costanza.

Cosa indica la diffusione di Tether

In caso di FUD irreversibile è logico aspettarsi che gli investitori chiudano le proprie posizioni sulle criptovalute, uscendo dal mercato.

Quindi venderebbero i propri Tether USDT acquistando dollari. La capitalizzazione della stablecoin ovviamente ne risentirebbe, e dimostrerebbe che la crisi del mercato è davvero grave.

Quando invece gli investitori scambiano con altre criptovalute il market cap ne risente poco. Può capitare che a crisi del mercato superata vengano venduti molti USDT per ricomprare Bitcoin o altcoins, certo. Ma i grafici mostrano appunto che la circolazione totale di Tether ne risente in misura molto modesta, data la sua utilità nella conversione fra valute.

Al momento notiamo che i grafici di Tether appaiono ottimisti: segno che il mercato si riprenderà? Non lo sappiano, e ignoriamo anche se il verde che oggi predomina nel mercato persisterà o meno, ma una cosa è certa: finché la capitalizzazione di Tether sale, ci sono speranze. Gestione letale della Tether Limited inc. permettendo…





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