Gio. Ago 18th, 2022

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Shiba Inu davanti a DOGE nella top ten criptovalute

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Shiba inu, immagine di un cane di questa razza

Dopo un’ascesa vertiginosa Shiba Inu fa il suo ingresso nella top ten delle criptovalute a maggiore capitalizzazione. Il nick Doge killer sembra appropriato, si evince osservando la classifica. Già ieri si trovava proprio alle spalle dell’altcoin “rivale”, oggi il sorpasso.

Al momento insediata nella nona posizione, SHIB vale 0,00007104 dollari. Tale prezzo, moltiplicato per il numero stratosferico di tokens in circolazione, ben 549,095,509,738,353, significa un market cap di 38,570 miliardi di dollari. La distanza con Dogecoin appare risicata, la capitalizzazione di quest’ultima supera i 37,677 miliardi $.

Di Shiba Inu sembra però insuperabile la crescita settimanale in percentuale: che è del 162%. Nelle prime 100 posizioni, nessuna altcoin s’avvicina minimamente a tale valore.

Ma a cosa serve questa criptovaluta? Presto detto: a speculare.

Che cos’è Shiba Inu

Lanciata appena un anno fa, Shiba Inu condivide con la più longeva dogecoin la “qualifica” di meme-token canino. L’effigie di entrambe è infatti la celebre razza di cane giapponese. Comune, anche, l’assenza di finalità dirette verso il sovvertimento del sistema dei pagamenti sulla falsariga di bitcoin, oppure gli smart contracts e la DeFi di Ethereum.

La loro nascita ha un fine più leggero, quello di celebrare un meme che forse nemmeno i rispettivi creatori immaginavano destinato a tanta popolarità. Fra i giovanissimi retailer, all’inizio, oggi esteso però anche agli investitori istituzionali, attratti da un asset molto redditizio.

Occorre notare però che Shiba Inu e DOGE sono simili ma rivali: si contendono i fondi destinati ai tokens meme, e ciascuno dei 2 beneficerebbe della scomparsa dell’altro.

E poi sotto vari aspetti non mancano le differenze. Al punto che parlare di clone è quantomeno impreciso. SHIB è implementata come token Erc-20, dogecoin può essere minata. Il numero di criptovalute in circolazione della prima è circa 4.000 volte superiore, questo nonostante il burning di Vitalik Buterin (che ne aveva avuti la metà in dono) ne abbia dimezzato l’ammontare. Il costo attuale del singolo token al contrario è molto più basso per SHIB: DOGE oggi scambia col dollaro a 0,2841 dollari.

Altra divergenza riguarda l’età. La criptovaluta capostipite delle meme token canine, nonché la più osannata da Elon Musk, risale al 2013. Prima di entrare nella top ten grazie all’influencer al timone di Tesla era un asset semisconosciuto, con una curva di crescita tristemente piatta.

Shiba Inu invece ha esordito nell’agosto 2020. Ruolo ufficiale: criptovaluta sperimentale collegata a un exchange decentralizzato, Shibaswap. Auto dichiaratasi DOGE killer. Creata, sulla falsariga di bitcoin, da una comunità di misteriosi sviluppatori che ha scelto di farsi conoscere con lo pseudonimo di Ryoshi. Amica del vero shiba inu, per il quale ha organizzato una raccolta fondi a mezzo di Amazon Smile.

E come asset d’investimento chi vince?

SHIB vs DOGE

SHIB token è nato all’ombra del successo di dogecoin, senza il quale non esisterebbe o comunque quasi sicuramente non sarebbe arrivata nella top ten.

Oggi infatti a mettere nel wallet Shiba Inu sono retailer e investitori accreditati che contano di poter assistere a un rialzo redditizio come quello di DOGE. E proprio questo è accaduto, anzi, numeri alla mano la crescita del killer di quest’ultimo si è rivelata più ripida e veloce. Chi non ha beneficiato del rally di Dogecoin e ha sperato di rifarsi può davvero dirsi soddisfatto. Va da sé che grazie a tanto successo il meme-token di Ryoshi si è fatto indipendente, per quanto può esserlo un asset appartenente a un settore correlato come quello delle criptovalute.

Esiste inoltre un secondo fattore importante che spiega il rally di Shiba token. Ben più di dogecoin, questa criptovaluta risulta il centro di un ecosistema di NFT al quale deve in larga misura la sua fortuna, vista la popolarità dei not fungible tokens.

Ad avvicinare nuovamente le 2 altcoin canine, richiedendo grandissima cautela, è un andamento influenzabile da meccanismi come il pump and dump. Perché se è vero che i crypto asset esistono su un mercato non regolamentato, è altrettanto acclarato che alcuni tokens possono risultare più rischiosi di altri. E magari proprio per questo più redditizi, certo.

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