Gio. Feb 25th, 2021

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Regolamentazione delle criptovalute vicina, un bene?

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Regolamentazione delle criptovalute alcuni tokens BTC, ETH, XRP, LTC

E’ una certezza: la regolamentazione delle criptovalute prima o poi si farà. Quella completa, s’intende, che colmerà i vuoti lasciati da leggi e decreti attualmente limitati. Le scadenza globali mostreranno una mappa a macchia di leopardo, chi si attiverà prima e chi dopo. E magari qualche paradiso fiscale regolamenterà non regolamentando i tracciamenti dei clienti come vorrebbero le altre nazioni.

L’Europa invece, in quanto a tempistiche, dovrebbe agire abbastanza a breve. Proprio l’11 gennaio è terminata la consultazione interstatale con le figure pubbliche e private interessate dal tema.

Comunque sia bitcoin, ethereum e gli altri token decentralizzati dovranno affrontare questo cambiamento. Sarà positivo o negativo?

La regolamentazione delle criptovalute cosa comporterà?

Gli obiettivi della regolamentazione delle criptovalute sono diversi. Quelli più importanti sono: tutela dei consumatori, riconoscimento giuridico delle aziende che “battono criptovaluta”, lotta all’evasione fiscale e alle attività criminose che popolano il dark web.

Questi scopi rivestono evidentemente connotazioni positive, ma c’è il risvolto della medaglia.

Tutela degli investitori del mercato delle criptovalute e delle aziende emittenti

La protezione dei consumatori tramite la regolamentazione delle criptovalute può permettere di evitare (più realisticamente: limitare) l’insider trading e le manipolazioni di mercato da parte delle whales. Un problema che ha causato e causa tuttora notevoli danni patrimoniali alla componente retail che investe in questi asset finanziari.

Altri obiettivi sono la riduzione delle truffe e dei furti delle monete crittografiche, in particolare quelle custodite presso gli exchanges. Oltre al dolo diretto, tutti questi eventi hanno un impatto nocivo sull’intero settore. Accade perché la cattiva fama di bitcoin e delle altcoin dissuade molti potenziali investitori dall’esporsi in questo mercato.

Come si vede, le monete crittografiche possono trarre beneficio da un quadro legislativo finalizzato alla salvaguardia di chi investe sugli asset digitali per antonomasia.

Per quanto riguarda le aziende, la regolamentazione delle criptovalute si tradurrà in un certo numero di vincoli e requisiti necessari di cui dovranno preoccuparsi. Ad iniziare dall’obbligo di trasparenza sulle proprie attività e sui propri prodotti (le criptovalute e le attività connesse). Altrettanto inderogabili si riveleranno i requisiti patrimoniali minimi per poter operare nel settore.

D’altro canto il loro nuovo status giuridico “pulito” faciliterà le interazioni e i rapporti commerciali con altre aziende e con gli Stati. E’ facile immaginare che agevolerà pure l’integrazione con le CBDC.

E la privacy?

La regolamentazione delle criptovalute presenta però anche lati negativi. Il principale è l’inevitabile abolizione (o quasi) del semi-anonimato di traders e investitori. Il motivo che spinge l’Unione Europea e vari Stati a disciplinare la tracciabilità degli attori che operano con le monete crittografiche è il contrasto all’evasione fiscale e all’uso dei tokens nel deep web.

Nobili intenzioni, se pensiamo ad esempio al terrorismo e ai suoi rapporti con l’uso di BTC, Monero, etc. Ma esistono almeno 2 possibili effetti indesiderati.

Primo, una probabile migrazione di fondi verso i paradisi fiscali. Secondo, il tracking, da parte di Stati autoritari, dei propri cittadini o enti che movimentano le criptovalute. E non avverrà a scopo etico…

E’ poi difficile capire come la decentralizzazione su scala globale delle blockchain si può adattare a regole statali. L’Unione Europea infatti punta a disciplinare il settore in modo da creare un’unica area giuridicamente omogenea. Ci riuscirà, magari, però la normativa USA, russa, cinese non sarà identica. Al momento quest’aspetto rappresenta una delle incognite più oscure, vedremo cosa accadrà.

Per intanto possiamo notare come sta andando a XRP. Criptovaluta atipica perché non decentralizzata, è a rischio di classificazione come security in territorio USA. La notizia delle sue vicissitudini giuridiche ha condotto a un importante crollo del suo valore.

E la volatilità crypto?

Da considerare poi che la regolamentazione crypto potrebbe portare conseguenze anche sulla volatilità dei tokens. Però: le loro fluttuazioni sono sempre nocive? Rischiose sicuramente sì. Nocive non sempre. Traders ed investitori preparati e con nervi d’acciaio ne approfittano per realizzare eccellenti guadagni. Mentre gli inesperti spesso ne ricavano batoste da incubo.

Senza i loro livelli di volatilità comunque le monete digitali non sarebbero gli asset finanziari che conosciamo. L’impatto complessivo della regolamentazione delle criptovalute sul loro futuro presenta quindi potenziali vantaggi e svantaggi, in parte imprevedibili. Giorno dopo giorno si capiranno, a patto di rimanere costantemente aggiornati e informati. Che è poi una regola d’oro del buon investitore, e di diamante se il settore è quello delle criptovalute.

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