Lun. Nov 18th, 2019

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Performance Bitcoin batte performance oro

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Immagine di un Bitcoin

Bitcoin. Foto di Digital Designer da Pixabay

L’oro digitale Bitcoin si sta rivelando un investimento più performante del classico lingotto. In futuro il divario potrebbe ampliarsi sempre più, se si rivelano corrette le previsioni degli analisti. Per la criptovaluta infatti gli esperti prevedono un rialzo, per l’oro un ribasso a breve periodo. Via libera alle posizioni long su BTC allora, snobbando il nobile metallo? Risposta positiva per molti investitori, ma non per tutti.

Bitcoin e oro, analogie e differenze

Il ruolo di bene rifugio di Bitcoin è ormai una realtà di fatto. Si tratta di una “promozione” recente, ovviamente. E anche di valenza minore, ancora oggi, rispetto alle speculazioni adrenaliniche che tanta popolarità e tanto valore hanno conferito al crypto asset.

Pure, è assodato che attualmente in presenza di taglio dei tassi d’interesse da parte delle principali banche centrali la domanda di BTC tende a salire. Idem per quella dell’oro, si sa. Se il bene rifugio per eccellenza risulta tuttora preferito per la salvaguardia del capitale, anche la criptovaluta conquista terreno.

In comune Bitcoin e lingotto hanno pure una spiccata propensione alla volatilità. Per la valuta digitale si tratta di una regola consolidata dall’altalena quasi continua dei grafici di breve, medio e lungo periodo. Per l’oro il discorso è diverso. A periodi di calma piatta ne possono seguire altri contraddistinti da ampie fluttuazioni, ma sul breve orizzonte temporale  la volatilità media è inferiore al 10%.

L’età dell’uno e dell’altro asset al contrario divergono, per usare un eufemismo. L’oro è il più antico investimento del mondo ancora in auge, il Bitcoin ha appena spento la decima candelina. La storia secolare e il fatto di essere quotato su mercati regolamentati rendono il primo relativamente prevedibile, al confronto BTC è un asset tanto infantile quanto capriccioso.

A rendere più stabile il mercato dell’oro c’è poi la sua immensa capitalizzazione di mercato. Al momento si aggira oltre i 10.000 miliardi di dollari, che fanno impallidire i 168 miliardi della criptovaluta.  Inoltre la maggior parte degli investimenti sull’oro sono effettuati da investitori istituzionali, vale a dire da attori non influenzati da emozioni irrazionali.

Il Bitcoin d’altro canto deve la sua volatilità al fatto di circolare su un mercato dominato da investitori retailer. Se così non fosse, nemmeno esisterebbe. Difatti il suo prezzo e l’emissione di nuovi token BTC sono il frutto di una domanda mai supportata da regole finanziare e legali, ma che al contrario esiste soltanto perché gli investitori hanno fiducia in tale asset.

Ed è questo che fa predire agli analisti per Bitcoin un importante rialzo del suo valore. Se, infatti il mercato fra alti e bassi ha comunque sorretto la criptovaluta, perché in futuro non dovrebbe più farlo? Considerato che nel 2020 ci sarà un nuovo halving, che la moneta virtuale circola sempre più su circuiti di pagamento online e fisici prima riservati unicamente a contanti e carte di credito/debito, che la Cina si sta dotando di una sua valuta digitale euforizzando il cripto mercato, che l’economia mondiale rallenta …

Quanto all’oro, rimarrà il bene rifugio per eccellenza. Questo spiega perché nell’ultimo anno, e in particolare nella seconda metà del 2019, si è avuto un relativo allineamento dei trend di Bitcoin e lingotto aureo.

Il 4 novembre 2018 Bitcoin quotava a 6.328 e aveva un market cap di 109 miliardi $. Il 4 novembre 2019 il suo prezzo è salito a 9.306 $ e la capitalizzazione a 167 miliardi. Il valore di un BTC quindi è aumentato di circa un terzo in un anno, per la gioia degli hodlers.

Ma anche l’oro ha avuto ottime performance. Il 5 novembre 2018 un’oncia d’oro costava $ 1233, il 4 novembre 2019 $ 1512, vale a dire che ha beneficiato di un rialzo di poco inferiore al 20%.

Già da questo confronto si nota comunque che Bitcoin batte oro, ma come anticipato il futuro prossimo appare bullish per il primo e bearish per il secondo.

Il futuro di Bitcoin e oro

Le preoccupazioni di chi investe sul Bitcoin dovrebbero riguardare soprattutto 2 fattori. Uno è quello delle bad news, che talvolta, imprevedibili e letali, sono responsabili di crolli flash di portata devastante. Va notato però che finora Bitcoin si è sempre risollevato.

Un secondo fattore deriva, paradossalmente, proprio dal successo della criptovaluta. Che succederebbe un domani se molti investitori istituzionali acquistassero BTC? Il mercato potrebbe reggere un incremento delle manovre delle balene? Perché alla prima cosa, difficilmente non conseguirebbe la seconda…

Ad ogni modo, per quanto ci siano da considerare queste e altre incognite, è più facile ritenere che i fattori positivi prevarranno su quelli negativi, perlomeno per i prossimi 2-3 anni.

Questo per quanto riguarda Bitcoin. E l’oro? Le previsioni bearish sul breve periodo derivano in larga misura dalla lunga fase bullish che infine ha esaurito il proprio slancio. Iniziano a scarseggiare, insomma, nuovi compratori. Al contempo anche la domanda fisica della commodity si va contraendo, conseguenza del rialzo di prezzo del nobile metallo. Sul lungo orizzonte temporale viceversa è quasi impossibile ipotizzare una durata della contrazione dell’oro.

Per adesso, ad ogni modo, Bitcoin e lingotto possono rivelare trend convergenti o neutrali, ma non interferiscono l’uno sul valore dell’altro a causa del divario di capitalizzazione fra i 2 asset.

Su quale investire?

Il Bitcoin è ovviamente adatto a chi nel settore investimenti ha una forte propensione al rischio. Per quanto le previsioni possano essere positive, infatti, non va mai dimenticato che il valore di questo asset deriva unicamente dal rapporto fra domanda e offerta.

Altro fattore da considerare è la sua volatilità. Se infatti si vuole dare retta Mark Yusko, CEO di Morgan Creek Capital Management, che consiglia di attuare una strategia cassettista, bisogna però avere la relativa certezza che il capitale immobilizzato su BTC non servirà.

Sarebbe infatti un bel problema se occorressero liquidi proprio mentre la criptovaluta sta subendo un crollo flash. L’unica soluzione sarebbe prevenire il rischio con una strategia di hedging mediante derivati, ma in tal caso bisognerebbe mettere in conto i costi di questi ultimi.

L’oro è invece un investimento perfetto per chi è più propenso a un money management poco rischioso. La volatilità dell’oro è alta ma senza dubbio molto inferiore a quella del Bitcoin, e un’esposizione tramite fondi ed ETF minimizza ulteriormente i rischi. Se si decide poi di chiudere la posizione per sopravvenute esigenze di liquidità, si rischiano meno perdite di capitale – e meno potenziali gain, d’altro canto – rispetto a BTC.

In conclusione: sul lungo periodo tutti e 2 gli investimenti appaiono promettenti. Per quanto riguarda un’esposizione di breve periodo, oro sconsigliato salvo importanti mutamenti nello scenario geopolitico. Bitcoin pare invece da considerare – specie quando è in downtrend e costa meno-, in particolare se la Cina lancerà la sua stablecoin spingendo il mercato.

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