Gio. Feb 25th, 2021

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Normativa sulle criptovalute, gli USA pronti a giro di vite

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Normativa sulle criptovalute negli USA, bandiera a stelle e strisce

Com’era prevedibile la normativa sulle criptovalute è in procinto di affinarsi e diventare realtà, con ricadute positive da un lato e cariche di ombre dall’altro. I cambiamenti in materia legale sembrano più vicini negli Stati Uniti che non in Europa e in Italia, dove pure ci si pensa. Ma si sa, quello che accade da loro può influenzare il mondo intero. Quindi la dichiarazione di ieri di Janet Yellen, che preavvisa implicitamente di prossime azioni in materia, assume un interesse per chiunque investe in questo particolare mercato.

A incentivare le preoccupazioni e affrettare il varo di una regolamentazione è l’ampliamento del settore delle valute virtuali, che porta a infiltrazioni sempre più importanti nella finanza reale. Poi ci sono altre motivazioni, ufficialmente prioritarie.

La necessità di una normativa sulle criptovalute dove nasce?

L’assenza di una normativa sulle criptovalute avvantaggia terroristi e crimine organizzato. La location virtuale dove possono effettuare transazioni illecite è il dark web, sinonimo di anonimato soprattutto se i pagamenti di beni e servizi di qualunque genere avviene tramite monete crittografiche. Sia acquirenti che venditori rimangono ignoti, nonostante i trasferimenti di fondi vengano registrati nelle blockchain e quindi risultino visibili a chiunque. La lotta al terrorismo e a reati come il riciclaggio è la principale preoccupazione dei governi quando si parla di criptovalute.

Va però notato che finora le dichiarazioni negli USA e in area UE non hanno condotto a politiche determinate in materia. Eppure i traffici sul deep web coinvolgono alcune criptovalute, a iniziare da bitcoin, da vari anni.

L’approssimarsi di una normativa sulle criptovalute ha quindi altre concause. Quella fondamentale potrebbe stare nel loro attuale successo, che attira il mondo finanziario come mai prima d’ora. Tesla e Bank Mellon sono le 2 new entry più prestigiose degli ultimi giorni.

Agli occhi del Segretario del Tesoro USA segnalano la crescita di una tipologia di asset difficili, forse impossibili da gestire come gli altri strumenti finanziari dei mercati regolamentati. E dotati di un potere destabilizzante per ora potenziale, ma in futuro chissà.

Perché le valute virtuali non conoscono limiti alla propria volatilità, e si muovono con meccanismi inflattivi e deflattivi che possono stridere, se inseriti nel contesto ordinato delle Borse. Ancora peggio, la decentralizzazione e l’operatività P2P risultano in pieno disaccordo con le necessità di monitoraggio, controllo e supervisione degli organi amministrativi statali.

Come conciliare la loro diffusione con le esigenze dei vari governi? Non sembra facile. Identificare gli autori delle transazioni, che sono pubbliche, impatterebbe sulla privacy di tali soggetti. Senza contare che risulterebbe un enorme disincentivo per gli investimenti in questo settore.

La normativa sulle criptovalute potrebbe essere orientata a un compromesso. Ossia all’implementazione di una soluzione tecnologica che renda possibile l’identificazione delle parti coinvolte nelle transazioni in criptovalute soltanto a qualche ente od ufficio. Difficile dire però se una tale soluzione sia realmente fattibile e affidabile. Specialmente considerando che gli hackers non rimarrebbero inattivi. Altrettanto ostico prevedere il sentiment degli investitori verso una soluzione del genere.

Chi è Janet Yellen

Newyorkese, 74 anni, colei che s’interessa a una normativa sulle criptovalute vanta titoli di studio in campo economico acquisiti a Yale e alla Brown University. E’ sposata con George Akerlof e madre di Richard. Il marito è anche suo collega; nel 2001 ha ricevuto il premio Nobel per l’economia. Entrambi hanno origini ebree e sono accomunati dal ruolo di docenti di economia a Berkeley. La Yellen ha il titolo di professoressa emerita.

Nel curriculum della neo Segretaria al Tesoro spiccano le cariche alla Fed. Prima come Presidente alla sede di San Francisco, poi come Vicepresidente ed infine come Presidente della Fed dal 2014 al 2018. Caso rarissimo, alla scadenza del primo mandato non è stata rieletta alla carica per decisione di Trump. Di natura politica, presumibilmente, visto che la sua strategia per incentivare l’occupazione (compito primario della Fed) ha prodotto ottimi risultati. In particolare, Yellen ha fatto un uso massivo del Quantitative Easing.

Riguardo alle criptovalute, Janet Yellen nell’ultimo mese ha dichiarato in più di un’occasione che si ritiene preoccupata perché facilitano i traffici dei terroristi e il riciclaggio. Ha anche precisato che tali asset sono comunque ricchi di potenzialità. Resta ora da capire come si muoverà per salvaguardare l’innovazione positiva che portano con la difesa verso i loro impieghi illeciti. Non sarà semplice. Il mondo intero osserva e attende.

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