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Mining verde per la prima Bitcoin City del mondo

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mining verde: immagine del vulcano salvadoregno che alimenterà bitcoin city

Nel futuro di BTC c’è il mining verde, indispensabile per garantire un futuro ecosostenibile a una criptovaluta che continuerà a essere creata fino al 2040. Nel Salvador presto sarà una realtà su larga scala, per l’esattezza delle dimensioni di una città: Bitcoin City. Ancora prima di sorgere è già stata battezzata colloquialmente così. L’appellativo rispecchia in pieno il progetto. La vita e il business al suo interno graviteranno intorno alla regina delle criptovalute, che a quanto pare concretizzerà una realtà impensabile fino a 2-3 anni fa. E se funzionasse? Come impatterà sul futuro di BTC?

Come il mining verde alimenterà questa città

Il termine mining verde indica l’utilizzo di fonti rinnovabili per far crescere la blockchain di una criptovaluta. Il processo comporta la “tradizionale” registrazione digitale e decentralizzata delle transazioni con la coniazione virtuale di tokens ad ogni nuovo blocco. Per farlo però, pur usando processori potentissimi, l’impatto ambientale in questo caso è scarso grazie alla fonte di energia pulita, che può essere di varia natura.

Nel caso della Bitcoin City del Salvador si tratterà di energia geotermica. A fornirla sarà l’adiacente vulcano Conchagua: una risorsa sempre disponibile, non inquinante ed economica. Nel caso di Bitcoin, che possiede l’infrastruttura più energivora di tutte le valute virtuali, con un consumo di elettricità superiore, al momento (il dato è in continua evoluzione), alla media di 114 Terawatt/h annualizzata, la prospettiva è allettante.

La centrale geotermica alimenterebbe oltre al mining verde tutte le attività di Bitcoin City: illuminazione, ricariche dei vari devices, sistemi di raffrescamento e via dicendo. Il che significa che i suoi abitanti, anziché risiedere altrove e consumare energia ottenuta da fonti inquinanti, grazie a BTC vivranno in modo davvero green. Se avranno la volontà di popolare Bitcoin City, ovviamente.

E questa è il problema del presidente Bukele.

Cosa serve per costruire una città basata sul mining green

Per creare questa realtà imperniata sul mining verde servono 3 elementi:

  • capitali per la sua costruzione e l’iniziale mantenimento (poi dovrebbe sostentarsi in modo autosufficiente);
  • un progetto valido e accuratamente pianificato;
  • imprese e cittadini disposti a traferirsi e investire in Bitcoin City.

Nayib Bukele è consapevole delle difficoltà. Per questo ha spiegato che il costo per erigere la città sarà finanziato da obbligazioni, ribattezzate volcano bond in onore al Conchagua. La loro emissione inizierà nel 2022, valore 1 miliardo di $, scadenza decennale e taglio minimo 100 dollari. La cedola sarà del 6,5%. I fondi raccolti saranno utilizzati per costruire la città e acquistare BTC in ottica hodling. La loro vendita infatti avverrà dopo 5 anni. Il ricavato andrà (anche) a rimpinguare le cedole.

Chi si trasferirà a Bitcoin City inoltre pagherà soltanto l’Iva su beni e servizi, essendo esentato dalle altre consuete imposte: immobiliari, sugli investimenti e i redditi da lavoro. (L’idea non è proprio rivoluzionaria, essendo già nelle intenzioni di 2 sindaci statunitensi.)

Tanti vantaggi presentano però una clausola non scritta (o forse lo sarà, chissà): che il prezzo di BTC aumenti. Qui va notato che l’influenza tra la criptovaluta e Bitcoin City potrebbe rivelarsi reciproca.

Il mining verde infatti è una necessità che diventerà sempre più pressante col passare del tempo, per cui il token avrà più possibilità di continuare ad esistere e affermarsi se verrà creato con energia pulita. A sua volta i cittadini del rivoluzionario centro urbano si avvantaggeranno dalle esenzioni fiscali, che il resto del mondo gli invidierà.

Certo, la scommessa è rischiosa. In pochi giorni si è già guadagnata critiche illustri. Fra le altre, quella del FMI e del governatore della Bank of England. Ma se c’è un asset abituato alle critiche, quello è proprio BTC.

Il problema forse più insidioso in realtà è un altro. Abbattendo i costi per il mining, la blockchain sarà sempre al sicuro?

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