Ven. Lug 30th, 2021

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Lotta alle criptovalute: CBDC saranno l’arma Usa e UE

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lotta alle criptovalute immagine simbolica di un euro digitale

Prosegue la lotta alle criptovalute dichiarata da vari Stati, che ha lo scopo di dissuadere i cittadini a utilizzarle come security e per i pagamenti. Così, mentre in alcuni paesi come ad esempio El Salvador la condotta adottata va nella direzione opposta, l’amministrazione USA e l’UE si stanno preparando, pare, a combattere il nemico con le sue stesse armi.

Il rimedio per la lotta alle criptovalute si chiama Central Bank Digital Currency, più brevemente CBDC. Il presidente della FED Jerome Powell ritiene che la loro diffusione potrebbe eclissare le valute virtuali private. Christine Lagarde, la sua collega a capo della BCE e da sempre preoccupata del diffondersi dei tokens decentralizzati e volatili, annuncia l’avvio del progetto dell’euro digitale.

La lotta alle criptovalute e il ruolo delle central bank digital currencies

Nella lotta alle criptovalute quali strumento di pagamento le valute digitali delle banche centrali hanno senso? Con bitcoin, ethereum, ripple e via dicendo una CBDC condivide la natura immateriale. Ma diversamente da loro mantiene una corrispondenza stabile ed esatta con la divisa fiat dello Stato di emissione.

Quest’ultima caratteristica a dire il vero esiste già nel mondo crypto, che annovera anche le stablecoin. La lotta alle criptovalute include infatti anche queste, ad iniziare da tether USDT che è sempre la più scambiata di tutto il settore. Powell ha alluso a questa categoria quando ha spiegato che le CBDC potrebbero prendere il posto oggi occupato dalle valute virtuali private. Nella sua dichiarazione ha poi inserito la data di uscita di un lightpaper sul dollaro digitale: il prossimo settembre.

Ancora prima di leggerlo conosciamo già alcuni punti fermi. Il primo è che il denaro delle banche centrali appare più sicuro, cartaceo o digitale che sia. Al contrario l’assenza di regolamentazione del crypto settore impone un atto di fede, nel momento in cui si decide di aprire una posizione.

La sostenibilità ambientale è un secondo punto a favore delle CBDC, o meglio a sfavore delle criptovalute che adottano il PoW. Stando al progetto della nuova valuta digitale europea, i suoi consumi energetici saranno minimi. Come corollario individuiamo un ulteriore vantaggio: i costi di transazione, decisamente competitivi, così come la velocità delle transazioni. Online ma anche offline. Nell’ambito del progetto UE, potrebbe essere impiegata anche una blockchain. Christine Lagarde ha infatti accennato a un’ipotetica architettura mista centralizzata-decentralizzata. (Una catena di blocchi digitali, va ricordato, è un particolare tipo di libro mastro distribuito, ma non l’unico. Altri fanno a meno della concatenazione a blocchi e del protocollo di conferma.)

Questi indiscutibili vantaggi delle central bank digital currencies le rendono adatte a prevalere sulle criptovalute, almeno sulle più inquinanti. Ma anche queste ultime hanno delle frecce al loro arco.

Dove le criptovalute superano le CBDC

Dimmi cosa acquisti e ti dirò chi sei. I beni e servizi che scegli descrivono i tuoi gusti, le tue opinioni politiche, il tuo orientamento sessuale. E poi dove vivi, quanti anni hai, la tua professione, il tuo stato di salute. Il tuo tenore di vita. Un libro mastro delle CBDC, che per forza dovrà essere creato, consentirà ad organi ed individui autorizzati di accedere alle tue informazioni. In un mondo ideale dove non esistono hackers e neppure funzionari tutt’altro che irreprensibili si potrebbe magari tollerare. Nel mondo reale però dobbiamo adattarci alla cautela.

La lotta alle criptovalute intese come mezzo di pagamento per armi nucleari, riciclaggio e via dicendo è sacrosanta, intendiamoci. Ma il povero cittadino innocente che non sa nemmeno cos’è un isotopo radioattivo o dove si trovano i paradisi fiscali ha pure lui ragione a difendere per come può la sua privacy. E qui sembra che la partita sia già vinta: criptovalute 1, CBDC 0. Poi staremo a vedere gli sviluppi.

Un altro fattore da considerare è che la valuta emessa da una banca centrale è si più sicura, ma soltanto se la nazione può vantare un sistema politico ed economico sufficientemente stabile. Se l’inflazione galoppa, come accade in alcuni paesi dell’Africa subsahariana e dell’America Latina, le pur volatili criptovalute diventano appetibili, senza dubbio più di un’eventuale CBDC, in particolare per le operazioni internazionali.

L’ultimo dettaglio da evidenziare è che il progetto UE e quello ancora più acerbo USA richiederanno anni e anni di implementazione. Le criptovalute esistono già. Perfettibili e volatili, ma qualcuna forse sarà in grado di sfruttare il periodo prima del lancio delle CBDC per migliorarsi. Per il resto, vinca il migliore, ammesso che la convivenza non sia possibile.

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