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La stablecoin Diem pronta all’ingresso negli USA

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Simbolo della stablecoin diem

Si ritorna a parlare della stablecoin Diem, valuta digitale progettata quasi in sordina dalle ceneri della Libra di Facebook. L’asset pare prossimo a fare il suo debutto come strumento di pagamento negli Stati Uniti. L’imminente fase operativa avrà una finalità sperimentale, ma renderà più vicino il momento dell’ingresso della criptovaluta nel mondo reale.

Le caratteristiche della stablecoin Diem

La nuova stablecoin Diem ha molto in comune con Tether e le altre stable. Come queste, possiede un valore ancorato a quello di un underlayer, che ovviamente è una valuta fiat. In fase iniziale il token sarà emesso in una sola versione, agganciata al dollaro statunitense. La scelta del celeberrimo biglietto verde come divisa sottostante non sorprende. In primis perché è la più importante al mondo, e poi perché appare dotata del requisito base per funzionare come sottostante: la bassa volatilità.

In seguito potrebbero venire realizzate altre versione della stablecoin Diem, per esempio quella ancorata all’euro. Diciamo pure che sarà cosa certa se questa valuta elettronica riuscirà a diffondersi come strumento di pagamento.

La valuta digitale è disegnata per operare su una blockchain centralizzata. I nodi deputati alla formazione dei blocchi e al monitoraggio della sicurezza saranno istituzionali, sulla falsariga di Ripple.

La ragione d’essere ufficiale della stablecoin risiede nell’implementazione di un sistema di pagamento rapido, sicuro, semplice, a basso costo e globale. Nelle intenzioni dovrebbe rendere possibile effettuare transazioni ovunque ci si trovi nel mondo, il che significherebbe un vantaggio ancora più evidente per gli abitanti di paesi con tasso d’inclusione finanziaria modesto.

Chi c’è dietro il progetto Diem

A occuparsi dell’intero progetto e a decidere le sorti della criptovaluta è la Diem Association. Si tratta di un’organizzazione svizzera no profit, nata proprio con lo scopo di creare e gestire la stablecoin. Attualmente conta 26 membri, fra i quali figura anche Facebook. Il più grande dei social media non è però l’unico nome illustre. Altri d’indubbia rilevanza sono Iliad, Spotify, Shopify, Uber, Coinbase. Non mancano poi le istituzioni finanziarie: per esempio Anchorage Digital Bank, Blockchain Capital, Andressen Horowitz. La Diem Association si dichiara aperta ad ammettere altri membri, per cui in futuro in loro numero potrebbe crescere.

L’organizzazione, per l’esperimento statunitense, ha instaurato una partnership con la banca californiana Silvergate. Scelta non casuale: questo istituto di credito è attivo nel settore fintech e nell’industria delle criptovalute fin dal loro esordio. Dovrebbe perciò mostrarsi all’altezza dei compiti che si trova di fronte: custodire l’equivalente in dollari della stablecoin Diem e gestirne l’operatività.

Le implicazioni del progetto Diem

Riuscirà la stablecoin a imporsi come metodo di pagamento? Le frecce al suo arco per riuscirci non mancano. A iniziare dall’enorme bacino di utenti di Facebook, vicino ai 3 miliardi d’iscritti. Una buona fetta dei quali certo gradirà poter effettuare acquisti alla velocità di pochi tap sullo smartphone.

Lo status di stablecoin di Diem le permette inoltre di ancorarsi a più divise, proprio come accade per Tether, di cui esistono altre versioni oltre la USDT agganciata al dollaro USA (anche se poco liquide). Un vantaggio importante per la sua diffusione.

A beneficiare dell’esperimento Diem sarebbero pure le CBDC. Queste ultime infatti potrebbero perfezionarsi in tempi più brevi grazie al know how tecnologico mutuato dallo sviluppo di un sistema di pagamenti incentrato su questa stablecoin privata.

Per le criptovalute le potenziali ricadute appaiono più complesse e di difficile previsione. L’impennata d’interesse e di prezzo scaturita dal progetto Libra nell’estate 2019 ora avrebbe probabilmente un impatto minore. Il motivo è semplice: nel frattempo il settore crypto ha incrementato la sua diffusione al punto di poter fare a meno, forse, di un promoter come la stablecoin Diem. A meno che questa non possa essere usata anche per acquistare tokens crittografici, cosa che al momento appare improbabile.

Sul fronte del ruolo di mezzo di scambio (ossia per i pagamenti) addirittura la nuova stable e le cryptocurrencies potrebbero diventare rivali. Le seconde in effetti stanno avendo molto più successo come riserva di valore e come tokens per mantenere operative le blockchain e corollario di applicazioni/smart contracts, in primis la DeFi (su Ethereum in particolare). Se Diem decollerà, l’interesse ad effettuare transazioni con le criptovalute chissà, magari risulterebbe ulteriormente ridimensionato. Questo almeno è quello che appare plausibile con i dati attuali. Le incognite comunque sono molte, a iniziare dal reale successo della stablecoin Diem.

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