Ven. Lug 30th, 2021

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Il token DOGE si svicola dall’influencer Elon Musk

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token doge: immagine di un cane shiba inu che lo rappresenta

Lo stretto rapporto fra il prezzo del token DOGE e il CEO di Tesla Elon Musk si sta man mano allentando. Da vari mesi l’imprenditore pubblica sul suo account Twitter le proprie considerazioni sulla moneta crittografica. Lo fa a cadenza randomica, almeno all’apparenza. Talvolta esterna anche in tv. Non passa mai inosservato: gli investitori prendono puntualmente nota.

Gli effetti clamorosi sul token DOGE dei primi tweet però sono oggi un pallido ricordo. Assuefazione e perdita di fiducia sostituiscono per larga (e crescente) misura l’entusiasmo negli investitori.

Sembra la storia di un matrimonio: la fase euforica della luna di miele diventa nel tempo un tran tran un po’ soporifero. Ma Dogecoin che fine farà?

Le tappe del rapporto fra il token DOGE ed Elon Musk

Nato nel 2013, il token DOGE si presenta con le sembianze di un meme scherzoso, il cui soggetto è il muso di un cane Shiba Inu. Non ha mai interessato una larga quota di investitori. Forse perché non appartiene a un progetto innovativo come Ethereum, Cardano e Ripple, essendo concepito principalmente come mezzo di pagamento. Per questo scopo però esistono già molte altre criptovalute, ad iniziare da bitcoin.

L’unico vantaggio rispetto a questi e che la singola valuta virtuale dogecoin ha un valore molto modesto, adattandosi quindi meglio ai pagamenti quotidiani. Inoltre non è un asset deflattivo, e questo è in parte un aspetto positivo e in parte no.

Poi, alla fine del gennaio 2021, per il token DOGE inizia una corsa al rialzo che lo porta in pochi giorni a decuplicare la sua capitalizzazione. Da circa un miliardo di dollari sale clamorosamente a poco meno di 10. Il motivo sta nella promozione fattagli da Elon Musk e dalla community SatoshiStreetBets. Il primo si augura che il token arrivi a scambiare almeno 1:1 con il dollaro.

Un numero elevato di investitori retail accoglie l’appello. La criptovaluta continua a crescere raggiungendo la quotazione massima fra aprile e maggio. Il 7 maggio il suo record assoluto: 0,68 $. Eccellente risultato, anche se non sfiora neppure la quotazione auspicata dal CEO di Tesla, e mai lo farà (almeno finora).

Poi la luna di miele finisce. In un tweet di alcuni giorni dopo l’imprenditore esterna i suoi dubbi sull’affidabilità della crittomoneta. Risultato: DOGE cola a picco, perdendo rapidamente il 25% del proprio valore.

Da allora è un imprevedibile alternarsi di elogi e critiche da parte del crypto influencer più importante del mondo. Il prezzo della moneta virtuale si muove nella medesima direzione degli umori del CEO, ma la volatilità non è più così elevata.

Perché Elon Musk sta perdendo credibilità

Nel suo twittare sul token DOGE ha compiuto alcuni errori che ne hanno minato la credibilità. Si parte proprio dalla sequenza di dichiarazioni umorali e contrastanti: gli investitori, com’è logico, sono passati presto dalla perplessità all’insofferenza.

Tali sbagli si vanno poi ad intersecare con quelli ad oggetto bitcoin. Altra criptovaluta apprezzata dall’imprenditore, inizialmente. La domanda del cosiddetto oro digitale era aumentata dopo i primi post entusiasti del CEO, in particolare quando Tesla aveva annunciato che avrebbe iniziato ad accettare la criptovaluta come mezzo di pagamento per le sue autovetture elettriche.

Ma la storia, si sa, si ripete. Elon ci aveva ripensato, affermando che bitcoin è troppo inquinante. Giustissimo, però com’è che fino allora non se n’era accorto? Una delle menti più brillanti dell’attuale scenario imprenditoriale mondiale?

Qualche dubbio che in effetti sull’argomento sia davvero poco ferrato, va detto, è arrivata quando si è messo a dissertare su questioni tecniche relative ai protocolli blockchain. Vitalik Buterin l’ha contraddetto con un lungo post facendogli fare una figura barbina.

Il buon Musk non si è scomposto troppo, e così eccolo adesso di nuovo impegnato a fare considerazioni positive sul protocollo Dogecoin. A suo dire, di gran lunga superiore a quello delle blockchain BTC ed ETH per le transazioni.

E paradossalmente così facendo ottiene l’effetto opposto. Il prezzo si muove, non come in passato, abbiamo visto, ma si muove, stimolando così l’interesse di traders ed investitori. Vale a dire di quanti considerano il token DOGE una security. Il ruolo com’è noto litiga con quello di mezzo di pagamento: se possiedi un asset che probabilmente incrementerà parecchio il suo valore, non lo spendi, invece lo conservi per ricavarne degli utili. E quando è in ribasso forse vendi, innescando o seguendo un sell-off dal quale difficilmente dogecoin potrebbe riprendersi.

Ma chi può essere sicuro che il crypto influencer non lo sappia? I suoi tweet hanno come target gli investitori retail, specialmente i più giovani: gli ingenui, insomma. Lo zoccolo duro di quanto gli danno ancora retta è proprio tra loro. Per quanto tempo? Perché i ragazzi da che mondo e mondo sono volubili…

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