Ven. Ott 30th, 2020

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Il roseo futuro del token Ether è già scritto?

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Immagine di alcuni token ether




Il bull trend del token ether degli ultimi giorni ha varie cause. Grazie al loro effetto complessivo, al momento della stesura di questo post la regina delle altcoins quota a 170 $ e vanta una capitalizzazione di oltre 18 miliardi di dollari. I movimenti giornalieri sono elevati, raggiungendo un valore totale di oltre 17 miliardi – fonte Coinmarketcap –. Quelli di BTC sono il doppio. Soltanto il doppio.




Le criptovalute sono imprevedibili, ma il token ether pare avere davanti a sé la concreta possibilità di proseguire indomito lungo un trend al rialzo. Ecco perché.

Gli investitori istituzionali si espongono sul token ether

Il fattore più importante alla base della crescita del token ether è un report di Grayscale. La società ha dichiarato che l’afflusso di nuovi capitali sull’Ethereum Trust nel primo trimestre 2020 ha superato globalmente i 110 milioni di dollari. Più di quanto raccolto nei 2 anni precedenti, quando il totale dei 48 mesi si è fermato poco oltre i 95 milioni.

La raccolta di cui ha beneficiato il token ether e l’intero progetto ethereum deriva per l’88% da investitori istituzionali, in primis hedge funds. Gli altri sono investitori accreditati che hanno acquistato quote su Grayscale – non necessariamente su un singolo fondo- per un minimo di 25.000 $, soglia per accedere agli investimenti.

Da notare che all’apparenza l’Ethereum Trust non pare conveniente per l’acquisto di token ether. A differenza del più equo Bitcoin Trust, infatti, le partecipazioni al fondo comportano un costo fortemente maggiorato. A conti fatti, in questo momento ad esempio l’acquisto diretto della criptovaluta su un exchange porterebbe a un esborso circa 5-6 volte inferiore…




Perché gli investitori istituzionali accettano di pagare un surplus? E’ presto detto: Grayscale offre garanzie, soprattutto a livello di regulatory compliance, che non esistono con un’esposizione diretta sull’altcoin. ETH insomma convince a tal punto che vale la pena pagare di più pur di metterla nel portafoglio.

Smart contracts e token ether

Altra buona notizia per il token ether è il successo della piattaforma ethereum relativamente agli smart contracts, in particolare nel settore DeFi. L’altcoin è indispensabile per acquistare i gas, che regolano il funzionamento dei contratti.

Il coronavirus potrebbe accelerare l’adozione di questi programmi intelligenti. Questo grazie all’aumento dello smart working e al palesarsi della necessità di digitalizzare molte attività.

Nonostante la concorrenza di altri progetti come EOS, attualmente la blockchain che ne conta di più – e di gran lunga – è sempre ethereum. E nulla lascia presagire un sorpasso delle concorrenti.

Ethereum 2.0

I problemi di scalabilità di una blockchain ovviamente non favoriscono la criptovaluta che vi circola. Vale anche per il token ether.




Per questo è in corso, fase dopo fase, il passaggio a Ethereum 2.0. Il fine è aumentare la scalabilità, attualmente troppo modesta, del network. Il passaggio include anche il cambio del protocollo di convalida: non più il PoW ma il PoS.

Il primo ha il vantaggio di un elevato e collaudato livello di sicurezza, a patto che la blockchain possa sempre contare su un alto numero di nodi operativi. Ma è lento, troppo lento. E costoso, richiedendo un impegno hardware che si traduce in bollette elettriche stratosferiche. Vero che a causa del Covid-19 il prezzo del greggio è crollato, ma in futuro? E l’hardware?

Ethereum 2.0 e il PoS per ora sono efficienti soltanto a livello teorico. E questa è la maggiore incognita per il token ether. Ma a lavorare al progetto c’è un team numeroso, il più numeroso di quanti operano nel settore crypto, pare. Quindi è verosimile che eventuali ostacoli ed errori saranno superati.




In conclusione…

Un tempo il token ether appariva quello con la più alta correlazione al BTC. Ora si nota una maggiore indipendenza. Ancora timida, ma forse in grado di segnalare un futuro su altri binari.

Parlare di flippening oggi non si può, bitcoin poi ha dalla sua l’halving, ma una cosa si può affermare: la regina delle altcoins sembra destinata a mantenere il suo scettro. E pare voler offrire ai suoi investitori gains molto interessanti.


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