Ven. Set 25th, 2020

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Il dollaro digitale potrebbe diventare realtà

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dollaro digitale, immagine di banconote della valuta fiat al quale sarebbe ancorato

Negli Stati Uniti si pensa al dollaro digitale già da alcuni anni. Il principale propulsore di questo interesse è lo scenario economico e finanziario mondiale, sul quale stanno per affacciarsi varie CBDC. Quella cinese, in primis.

Proprio in questi giorni si è saputo che i test già in corso nel Paese del Dragone coinvolgeranno molto presto anche Pechino. Gli USA sanno di non poter rimanere spettatori passivi di fronte a questi cambiamenti.

Senza dollaro digitale, il rischio di perdere la supremazia valutaria è troppo grande. Ma gli ostacoli all’implementazione di una stablecoin ancorata alla più importante valuta fiat del mondo sono tanti.

Perché il dollaro digitale serve agli USA

In realtà l’attenzione verso il dollaro digitale è aumentata anche a causa dell’attuale scenario interno agli Stati Uniti. La dilagante epidemia di Covid-19 ha dato il suo contributo.

Dal punto di vista economico infatti si è capito subito che incentivi e sussidi governativi dovevano essere tempestivi. Questa necessità si è scontrata con gli attuali limiti operativi bancari.

Detto in soldoni: impossibile raggiungere in tempi rapidi l’intera platea di beneficiari. Soprattutto quelli delle aree più povere, dove il tasso di financial inclusion scende drasticamente.

Qualcuno deve aver rimpianto che gli USA non abbiano ancora adottato un meccanismo di transazioni basato su DLT (Distributed Ledger9i Technology).

Questa tecnologia ha già mostrato la sua affidabilità ed utilità con Ripple. Anche le blockchain sulle quali circolano le criptovalute rappresentano una tipologia particolare di DLT.

Per quanto riguarda le erogazioni statali USA, il passaggio ad un DLT e magari ad un dollaro digitale significherebbe accrediti immediati per i beneficiari più tracciabilità. L’ha sottolineato questa settimana Lael Brainard, attuale Federal Reserve Board Governor.

Ritornando poi allo scenario internazionale, probabilmente la principale minaccia alla supremazia del dollaro potrebbe arrivare da una CBDC europea. Il progetto di quest’ultima per ora è solo una teoria allettante, supportata da alcune ricerche. Pure, l’euro è il primo competitor della valuta statunitense.

Un euro digitale lanciato prima di un dollaro digitale potrebbe quindi rendere più convenienti i pagamenti con il primo.

Quanto alla Cina, alcuni economisti ritengono che la domanda estera dello yuan digitale dovrebbe rivelarsi modesta. In realtà, almeno in Asia non è affatto scontato che sia così. Vanno infatti considerati i volumi degli scambi commerciali fra le varie nazioni di questo continente, nel quale l’adozione delle CBDC non risulta prerogativa esclusiva della Cina.

Gli ostacoli che possono impedire o rallentare una stablecoin USA

Se il dollaro digitale diventasse realtà la sua domanda sarebbe certamente molto elevata. Questo porterebbe a un rafforzamento della valuta, con tutte le conseguenze note agli economisti.

Gli Stati Uniti importerebbero a prezzi vantaggiosi ma avrebbero difficoltà nell’export. Gli attuali equilibri economici ma anche politici del panorama mondiale verrebbero quindi modificati; il contesto dell’attuale globalizzazione ovviamente amplificherebbe la portata dei cambiamenti.

Poi c’è il petrolio, scambiato in dollari. Quando la valuta si apprezza il suo valore scende e viceversa. Come reagirebbe l’Opec Plus? E i produttori statunitensi di WTI?

Non scordiamoci infine della questione della privacy e del Quarto Emendamento degli Stati Uniti. Negli USA infatti, anche se l’uso delle carte di pagamento è maggiore che da noi, esiste un diritto ritenuto inviolabile alla riservatezza anche finanziaria, legata quantomeno ai pagamenti in contanti di modesto valore.

Con l’adozione del dollaro digitale per le spese più comuni, queste ultime diventerebbero tracciabili, entrando così in conflitto con tale diritto. D’altro canto rendere anonimo l’uso di una CBDC USA, a parte gli ostacoli tecnici, significherebbe favorire gli illeciti pecuniari.

Come risolvere, conciliando le esigenze di un mondo globalizzato e sempre più digitalizzato anche nei pagamenti, con le esigenze di sicurezza e privacy? Ancora non lo sappiamo, ma una cosa è certa: gli Stati Uniti non possono ignorare la questione.

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