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Gram: gli investitori non riavranno i fondi versati?

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Telegram: image by mepgroup16 from Pixabay

Si complica la vicenda Gram, il cui lancio sulla mainnet TON avrebbe dovuto avvenire a fine mese ma che è stata bloccata dalla SEC.

Finora si sapeva che il mancato debutto di Gram entro il 31 ottobre avrebbe significato un obbligo di restituzione dei finanziamenti ricevuti da Telegram nel febbraio e marzo 2018, salvo diversi accordi fra le 2 parti.

Non è così: una clausola del contratto stipulato all’epoca con gli investitori istituzionali esonera l’azienda dall’obbligo. Fra le eccezioni che inficiano la clausola vessatoria, si legge infatti, è contemplata l’applicazione di leggi o norme e l’azione di Autorità governative. Proprio quello che è avvenuto.

Alcuni finanziatori avevano comunque già venduto una quota di token Gram sul mercato OTC nei primi mesi dell’anno, nonostante l’accordo con Telegram lo vietasse.

La notizia sul mancato rimborso dei fondi per Gram è stata riportata dall’agenzia russa The Bell. Se non è una fake news, la società rivale di WhatsApp può tirare un sospiro di sollievo.

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