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Furti di criptovalute: nel 2019 impennata di perdite

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Furti di criptovalute: img della numero 1

Giustamente temuti dagli investitori, i furti di criptovalute nell’anno in corso hanno subito una grave escalation. Ad affermarlo l’autorevole istituto di ricerca CypherTrace, che ha analizzato 120 exchange per verificarne la resilienza agli attacchi hacker di vario tipo. I risultati appaiono preoccupanti.

Exchange e furti di criptovalute

A quanto ammonta il valore dei furti di criptovalute nel 2019? Una risposta precisa non c’è, perché le frodi di basso importo spesso non vengono neppure rese note. Eppure, secondo gli analisti sono le più frequenti.
Basandosi sui dati disponibili, CypherTrace ha comunque calcolato perdite per un valore complessivo di circa 4,4 miliardi di dollari. E l’anno non è ancora terminato…

Ma qui arriva una buona notizia: nell’ultimo trimestre i furti di criptovalute hanno registrato un calo marcato. Appena un totale di 15,5 milioni di dollari. Al dato pur confortante vanno però sommati altri reati legati al crypto mercato, in primis il cryptojacking.

Una debolezza intrinseca delle valute digitali? Niente affatto. Gli hacker sanno bene che “falsificare” token per esempio è impossibile, diversamente da quanto avviene per le valute fiat.

Le monete crittografiche in effetti sono assolutamente resilienti. I furti di criptovalute avvengono per altre vie, ossia durante le movimentazioni.

Gli exchange hanno una buona quota di responsabilità. Stando all’analisi di CypherTrace, ben il 24% esegue controlli insufficienti sui clienti. Un altro 41% presenta una qualche falla. Solo il 35% ha standard KYC –acronimo di Know Your Customer- robusti.

In caso di reati quindi neutralizzare il colpevole, o meglio, più frequentemente, i colpevoli, diventa difficile. Risultato: chi ha colpito continuerà a farlo, protetto dall’anonimato che si traduce in impunità.

L’impatto sul mercato crypto

Il crollo del mercato crypto di quest’ultimo periodo potrebbe risultare correlato in buona parte al susseguirsi di truffe e furti di criptovalute. Certo questi non rappresentano una novità e tantomeno le uniche bad news, ma è un fatto che i media di settore ultimamente riportino varie notizie allarmanti.

E se consideriamo il valore di 4,4 miliardi dei furti di criptovalute nel 2019 è comprensibile che molti traders con un’esposizione sulle valute digitali si orientino verso posizioni short.

L’incremento dei furti di criptovalute porterà a una soluzione?

Una luce in fondo al pozzo s’intravvede: paradossalmente, i tanti, troppi furti di criptovalute potrebbero infine decretarne la riduzione futura.

Gli exchange guadagnano dalle transazioni, d’accordo, però le frodi in aumento non convengono neppure al loro business. Basti pensare al loro portafogli di token, oppure a cosa accadrebbe se il settore si afflosciasse definitivamente.

Per questo il FUD degli investitori potrebbe infine costringere gli exchange a dotarsi di misure di sicurezza adeguate.

Un importante segnale in tal senso arriva da Coinbase. La piattaforma americana, una delle più importanti al mondo nel settore degli scambi di criptomonete, ha dichiarato di aver implementato un software, con tanto di brevetto, per individuare i customer privi dei necessari requisiti di conformità.

Vale a dire che i truffatori operanti sull’exchange potrebbero essere colti con le mani nel sacco, mentre svolgono movimentazioni illecite. Il passo successivo all’identificazione delle attività truffaldine sarà la chiusura dei loro account, naturalmente.

Ora rimane da verificare la validità della soluzione di Coinbase e se gli altri exchange seguiranno l’esempio.

 

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