Mar. Nov 29th, 2022

CRIPTOVALUTE 24/7

Il nuovo punto di riferimento online per le criptovalute

ETF su bitcoin: l’avvio del 1° è col botto, il 2° no

3 min read
Etf su bitcoin, immagine della sede del Nyse

Lungamente attesi, i nuovi etf su bitcoin hanno debuttato questa settimana, tutti e 2 a Wall Street, dove già vengono scambiati futures, opzioni e indici sulle criptovalute. Il primo, BITO –questo il suo ticker-, al Nyse martedì 19 ottobre, il secondo, ticker BTF, al Nasdaq nella giornata odierna. Risultato attuale: volumi da record per il primo, risultati inferiori alle aspettative per il secondo.

BITO, l’ETF su bitcoin di ProShares

Il ProShares Bitcoin Strategy ETF si è subito dimostrato un asset da primati: non solo per essere il capostipite degli exchange traded fund su una criptovaluta a non ricevere veti dalla SEC, ma anche per la corsa agli acquisti che ha suscitato. I contratti hanno rapidamente superato il totale di 1,2 miliardi di dollari, facendo di questo derivato il secondo etf più scambiato di sempre. Il primo, secondo Bloomberg, per la rapidità con la quale ha raggiunto tale quota. A lanciarlo è ProShares, società Usa di gestione mobiliare che ha un patrimonio globale investito di 65 miliardi di dollari.

BTF, l’exchange traded fund su BTC di Valkyrie

Oggi venerdì 22 è stata la volta del BTF di Valkyrie Investments. La partenza si è rivelata l’opposto di quella di BITO: in mattinata l’etf aveva già registrato un negativo del 2%. La ragione principale risiede probabilmente nella data del debutto, troppo vicina rispetto a quella del derivato di ProShares. Molti investitori difatti avevano già aperto una posizione su quello. Una differenza tra i 2 da sottolineare è che BTF si classifica come un exchange traded fund a gestione attiva, vale a dire che le sue performance potrebbero discostarsi in una certa misura da quelle dell’underlying.

Il sottostante dell’etf

Che non è BTC, però. Difatti i 2 nuovi derivati hanno come sottostante i futures su bitcoin quotati al CME. La differenza principale, in soldoni, risiede nel fatto che questi ultimi sono meno volatili di BTC, essendo scambiati su un mercato regolamentato. Il loro andamento è inoltre frutto, ovviamente, di strategie di hedging e di trading influenzate dall’underlying bitcoin ma non pienamente sovrapponibili a quello della criptovaluta.

Il target d’investitori degli etf su bitcoin risulta più ampio di quello dei futures. A quelli istituzionali infatti si affiancano le piccole-medie imprese e i retailers. Questo dovrebbe iniettare un certo grado d’imprevedibilità nell’andamento di questi asset, a causa della componente emotiva che influenza le decisioni dei privati.

Perché gli Etf su bitcoin sono diventati realtà

In passato la Securities and Exchange Commission aveva sempre bocciato la proposta di Etf su bitcoin. Il cambio di rotta ha origine, si ritiene, nel cambio alla presidenza dell’ente. Dopo l’ostruzionista Jay Clayton ad aprile la presidenza è passata a Gary Gensler.

Il neo eletto presidente ha in passato dichiarato che i cittadini statunitensi sono liberi di fare investimenti rischiosi, ma il far-west rappresentato da questi nuovi asset necessita di una regolamentazione per via della sua volatilità ed opacità. Compito immane, ha ammesso, perché per evitare ai risparmiatori frodi e conseguenze da disinformazione sulle criptovalute occorre tra l’altro esaminarle una per una, e sono varie migliaia.

A rendere più pressante il problema è intervenuta la pandemia. La pioggia di liquidità di cui hanno beneficiato molti cittadini statunitensi è stata spesso convertita in criptovalute. Secondo stime recenti, infatti, ben 21 milioni di americani hanno aperto una posizione nel mercato crypto.

La strategia della SEC sembrerebbe quella di dirottare una parte di questi investimenti all’interno del mercato regolamentato in cui si trovano gli etf su bitcoin. Oltre all’effetto diretto, va sottolineato che l’influenza underlying-derivati è bidirezionale, in realtà, a patto che questi ultimi si rivelino sufficientemente liquidi. Tale effetto va poi a sommarsi a quello originato dalla crescita di mercato, che più capitalizzato risulta, meglio è in grado di diluire le oscillazioni.

In conclusione, bitcoin dovrebbe diventare meno rischioso. La strada appare oggi ben tracciata in quella direzione.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Comodo SSL

criptovalute247.it usa i Cookies per migliorare la qualità della navigazione sul nostro sito. Se prosegui con la navigazione acconsenti all'uso e alla memorizzazione dei cookies sul suo computer, ma puoi sempre NEGARE IL CONSENSO. Approfondisci

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi