Lun. Lug 6th, 2020

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Criptovaluta BAT: gain modesto ma reale se usi Brave

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logo della criptovaluta bat




Nel mercato delle valute digitali la criptovaluta BAT risultava fino a poco tempo fa semisconosciuta. Occupa attualmente la 31° posizione della classifica di CoinMarketCap basata sulla capitalizzazione dei tokens, un rank troppo nelle retrovie per apparire interessante agli occhi di molti traders.

Eppure il suo andamento promette bene. Specie in questi giorni, in cui si mostra più bullish di altre criptomonete.

La criptovaluta BAT infatti offre guadagni anche a chi non vuole impegnare capitale. La strategia con cui ci riesce è semplice e geniale. Il fulcro è un nuovo modo di proporre e visionare pubblicità all’interno di un browser innovativo, Brave. Ecco come funziona.




Le caratteristiche vincenti della criptovaluta BAT

Il suo nome è rivelatore. La criptovaluta BAT sulla carta d’identità si chiama Basic Attention Token, e la sua implementazione è frutto della creatività di Brendan Eich. Questo programmatore è ben noto nella comunità degli sviluppatori web. Prima dell’altcoin infatti ha ideato il linguaggio di programmazione JavaScript ed ha partecipato alla realizzazione di Mozilla.

Per chi ancora non lo sapesse, la criptovaluta BAT esiste nell’ecosistema Ethereum, essendo un token ERC20. Una sua caratteristica distintiva è l’adozione del protocollo ZKP al posto della sola password per l’autenticazione. Questo incrementa il livello di sicurezza, e parliamo di un settore dove davvero ce n’è un gran bisogno. (ZKP, acronimo do Zero Knowledge Password Proof, permette infatti a un utente di dimostrare di conoscere la password non digitandola, bensì trasmettendo alcune informazioni collegate.)

La criptovaluta BAT “lavora” in ambito pubblicitario, vale a dire un settore che sarà ancora in auge nei secoli a venire. La sua funzione è duplice. Da un lato interviene nel monitoraggio delle campagne pubblicitarie, permettendo agli inserzionisti di valutare il successo dell’ads. Al contempo rappresenta una ricompensa per editori e utenti.




Il premio per gli utenti

Esattamente, Basic Attention Token è la ricompensa ricevuta dagli utenti che navigano usando il browser Brave e accettano di visionare l’advertising personalizzata proposta dal motore di ricerca.

La formula funziona: i visitatori che fanno click sulle pubblicità all’interno di Brave sono circa il 9%, rispetto al 2% degli altri motori di ricerca.

Una volta ottenuta una certa quota di criptovaluta BAT, ogni utente deve decidere come impiegarla. Le opzioni sono 2: destinarla agli sviluppatori dei progetti che rientrano nella sua sfera di interesse, oppure scambiarla con altre valute digitali o FIAT su alcuni exchange. Per esempio Binance o Gemini. Al momento quello che mostra il maggior volume di contrattazioni BAT/USD è Exrates.

Il premio per inserzionisti ed editors

Ma guadagnare con la criptovaluta BAT non è retaggio dei soli visitatori. Anche gli inserzionisti e coloro che ospitano ads sul motore di ricerca hanno il loro tornaconto.

Il guadagno per i primi deriva dal metodo di utilizzo del token. Questi viene associato e congelato al materiale pubblicitario, per essere poi sbloccato dal click dell’utente.

Chi visiona l’ads è un soggetto profilato, il che permette agli advertisers un maggior successo nella campagna e in ultimo un ROI –acronimo di return of investment- più alto.

Un dettaglio importante da sottolineare è che la profilatura degli utenti preserva la loro privacy, evitando così di soffocarli con ads molesta e indesiderata – il click sugli spot nel browser Brave è sempre volontario, non si aprono popup e non esistono script malevoli -.

Gli editori a loro volta ricevono una quota percentuale di criptovaluta BAT in funzione dell’interesse suscitato dalla pubblicità in coloro che la visionano – ed ecco spiegato perché l’altcoin si chiama Basic Attention Token-.




Il successo del progetto Brave-criptovaluta BAT

Brave sta diventando sempre più popolare fra gli utenti stufi di violazioni alla propria privacy e delle overdosi di pubblicità a cui non sono interessati. Non tutti i cybernauti che usano questo motore di ricerca cliccano sulle ads, abbiamo visto che la media è il 9%. Ma è ovvio che un incremento degli utenti significherà anche più click. A fine maggio la quota degli utilizzatori del browser è salita a circa 15,4 milioni di soggetti, un rialzo davvero importante.

A beneficiarne è anche la criptovaluta BAT, che sarà un asset sempre meno sottile –mutuando la terminologia borsistica-.

Gli exchange, grazie al costante monitoraggio del settore crypto, se ne sono accorti e sono sempre più numerosi quelli che la supportano. Convertirla in dollari o euro insomma non è difficile.

Certo, visionare pubblicità non offre ritorni tali da arricchire qualcuno, ma, essendo ads mirata, non è neppure un fastidio.

E per chi vuole arrotondare ulteriormente, vale la pena segnalare l’iniziativa di Coinbase. Accedendo previa iscrizione alla sua sezione formativa, non solo si può imparare a conoscere la criptovaluta BAT, ma la si riceve anche come ricompensa per l’apprendimento!

 





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