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Cardano lancia Ouroboros Hydra, scalabilità stellare?

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Immagine simbolo di Cardano




Il team di sviluppatori di Cardano ha annunciato il lancio della nuova versione del protocollo Ouroboros. Tale implementazione, battezzata Ouroboros Hydra, ha lo scopo di aumentare la scalabilità sino a un tasso –al momento teorico- di un milione di transazioni al secondo.

Questo può avvantaggiare in 2 modi la blockchain e l’intero progetto tecnologico, incluso ovviamente il token ADA. Primo, potrebbero aumentare i casi d’uso, sia come volume complessivo che come gamma di applicazioni. Secondo, Cardano apparirebbe più appetibile agli occhi degli investitori.

Del resto il progetto del network è opera di una comunità scientifica a cui non mancano le skills per innovarlo, correggendo gli eventuali bug che magari si presenteranno.

Le unicità di Cardano

Cosa distingue Cardano dalle migliaia di blockchain che popolano il settore dei cryptoasset? Eccone in sintesi storia e peculiarità.

Il progetto nasce nel 2015 con l’intento di creare una blockchain di terza generazione, in grado di unire l’innovazione offerta da un criptoasset per i pagamenti peer to peer con quella rappresentata dagli smart contract. Il tutto su una blockchain scalabile, sicura, con ridotti costi per le transazioni e facile da usare per tutti.
A realizzare il progetto 3 diverse realtà, ognuna con compiti specifici.




La prima è la Cardano Foundation, che si prefigge lo scopo di promuovere la diffusione del network e di proporsi come punto di riferimento per la comunità di utilizzatori.

Poi c’è IOHK, la compagnia di ricercatori e informatici incaricata di implementare e migliorare l’ecosistema Cardano fino all’anno in corso. Si tratta di esperti di primo piano capitanati da Charles Hoskinson, che precedentemente faceva parte del team di Ethereum, e James Wood.

Infine troviamo Emurgo, l’organizzazione cui spetta il compito di sviluppare la diffusione commerciale del progetto, sia promuovendo start up con il venture capital che attirando investitori e imprese grazie a un ecosistema ottimale per l’impiego di smart contracts.

Nell’anno d’oro delle criptovalute -2017, of course- si registra cos’ un’importante new entry: ADA, un token che circola su una blockchain vagamente simile ad Ethereum.




Cardano però si autopromuove come un ecosistema più sofisticato e innovativo. Il network, decentralizzato, è basato su alcuni algoritmi fra cui si distingue quello relativo al meccanismo di consenso. Non il PoW di bitcoin e di ethereum prima versione, ma il più snello PoS, all’epoca agli albori.

Quest’ultimo, non richiedendo mining, riduce drasticamente il fabbisogno energetico necessario per sviluppare e mantenere la blockchain.

Si risolve così un enorme problema che affligge bitcoin. Il suo mining consuma oggi più elettricità di quella che serve a un paese come l’Austria. Negli ultimi giorni l’effetto coronavirus si è fatto sentire e l’hashrate ha subito un forte calo, è vero. Ma anche così l’impatto ambientale è notevole, e poi s’ipotizza che prima o poi tornerà a salire.

Scalabilità nel caso di Cardano fa rima con sicurezza. E non solo per le penalizzazioni previste per gli stakeholders disonesti. Il linguaggio di programmazione è Haskell, meno accessibile per molti programmatori abituati a maggiore semplicità, ma rigoroso grazie all’approccio matematico e quindi meno incline all’errore.

Il network poi si basa una un’architettura multilayers e su un capillare utilizzo dell’operatività off chain. Proprio qui entra in gioco Ouroboros Hydra.

Che cosa cambia con la nuova implementazione di Ouroboros

Lanciato dopo 5 anni di ricerche, Ouroboros Hydra è un’architettura off chain. Le operazioni che avvengono sulle cosiddette catene off chain sono parallele a quelle della main chain, che in tal modo si avvantaggia di un minor carico e può mantenersi efficiente -le 2 tipologie di chain però offrono la necessaria interoperabilità-.

Ovviamente non tutte le transazioni si rivelano adatte a passare sulle off chain. Fra quelle idonee troviamo ad esempio le microtransazioni e le votazioni. Le risultanti di entrambe possono poi essere trascritte sulla mainnet, con un passaggio di dati però studiatamente ridotto all’essenziale.




In tal modo le off chain di Cardano consentono di risparmiare spazio di archiviazione, risolvendo un altro grave problema che affligge le blockchain, in particolare quelle a elevato utilizzo come bitcoin oppure a elevata scalabilità come EOS – molte operazioni si traducono in una gran mole di dati da archiviare, ovviamente-.

Parola d’ordine per gli investitori: tenere d’occhio Cardano

Il valore attuale della criptovaluta di Cardano, Ada, ha beneficiato della news risalendo in 24 ore circa dalla 16° alla 15° posizione dei tokens più capitalizzati.

Non è matematico che il beneficio si mantenga e tantomeno si amplifichi. A pesare saranno diversi fattori. Innanzitutto la validità di Ouroboros Hydra, oggi architettura neonata nonostante gli anni di test. L’operatività reale infatti potrebbe rivelare bug inattesi, e si dovrà valutare se gli sviluppatori saranno in grado di risolverli.

Secondo, gli investitori dovranno anche considerare i competitors, ossia le altre criptovalute. In pratica l’effetto traino di bitcoin, così come i trends relativi alle altcoins. Mentre il primo ha effetto positivo però, una maggiore quotazione delle seconde potrebbe significare talvolta un minore interesse a esposizioni sul progetto Cardano.

A parte questo, contano e conteranno le news, incluse quelle di macroeconomia e purtroppo, attualmente quelle sanitarie legate al coronavirus.

Crisi a prescindere, una buona notizia e che la DeFi e gli smart contracts vanno sempre più diffondendosi, avvantaggiando ADA e tutte le criptovalute nate su piattaforme che li supportano.





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