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Bitcoin in crescita tra Biden, FOMO e Covid-19

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bitcoin in crescita: immagine di un mucchio di tokens

Dove investire in questo periodo? Il bitcoin in crescita ha toccato un prezzo mai più visto dal gennaio 2018: 15.889 dollari. Le altcoin s’inchinano davanti alla dominance al rialzo di BTC ma quasi tutte sono in uptrend, ethereum ha superato i 440 $. E’ chiaro che il settore delle criptovalute rappresenta secondo molti un’opportunità che è nel momento giusto per essere colta.

A scatenare la frenetica corsa all’acquisto dei tokens ci sono in primis i risultati delle elezioni USA e la FOMO. Ma anche il coronavirus gioca un ruolo importante. Ecco i meccanismi dietro a questi 3 fattori.

Il legame fra le elezioni USA e il bitcoin in crescita

Solo 2 giorni fa sembrava che le elezioni politiche statunitensi avrebbero influito mediocremente sul trend della regina delle criptovalute. Il bitcoin in crescita piatta risultava in apparenza un segnale d’indifferenza verso il nuovo Presidente USA. Logico. Trump contrario alle criptovalute e Biden sulla falsariga: dalla padella alla brace, che avesse primeggiato uno oppure l’altro.

Le cose però sono cambiate velocemente e in meglio, portando ad un bitcoin in crescita stellare. Ora sappiamo che salvo clamorosi colpi di scena Biden vincerà. Per fortuna delle criptovalute lo farà con una congiuntura (Senato a maggioranza repubblicano) a loro favorevole. La storia della sua amministrazione è ancora tutta da scrivere, ma alcune ipotesi sembrano plausibili.

Con l’opposizione del Senato, come potrà il nuovo Presidente imporre un aumento delle tasse per i redditi elevati? Quindi: come potrà salassare i profitti derivati da investimenti in criptovalute? La risposta appare scontata: dovrà rinunciare o minimizzare i suoi progetti in materia. Ben lo sanno gli investitori istituzionali, già da tempo sempre più esposti nel settore crypto. Che quindi ricevono dalle elezioni amministrative del 4 novembre il via libera ad aprire e consolidare le proprie posizioni.

Un secondo fattore positivo sta nell’atteso deprezzamento del dollaro. Secondo gli analisti l’elezione di Biden porterà ad un aumento della spesa pubblica e quindi dell’inflazione. La conseguente svalutazione del dollaro renderà meno appetibili gli investimenti in moltissimi asset, a vantaggio delle alternative. Bitcoin incluso.

Una minaccia all’orizzonte comunque esiste. Scaturisce proprio dal successo di bitcoin. Se la sua capitalizzazione continua a crescere, è molto probabile che gli USA decidano una volta per tutte di regolamentare l’intero settore. Quasi sicuramente ci sarebbe un giro di vite anche in Europa.

Il ruolo della FOMO

Se il bitcoin è in crescita e tutti lo comprano non posso rimanere indietro… Questa reazione, che ricalca quella che porta ad una presenza ossessiva sui social, è conosciuta come FOMO. L’acronimo sta per fear of missing out, in italiani timore di rimanere tagliati fuori. Nel settore crypto interessa molto più gli investitori retail. La FOMO è stata un fattore decisivo della bolla del bitcoin sul finire del 2017.

Man mano che il bitcoin in crescita sale di prezzo, sempre più persone risultano propense a superare i timori legati alla volatilità del token e decidono di acquistarlo.

La FOMO però è insidiosa. A volte si tramuta in FUD, e anche rapidamente. Del resto BTC, in quanto asset finanziario, è soggetto alla classica regola della Borsa: generalmente quello che sale prima o poi scende. E viceversa. Poi risale/riscende.

Il Covid influenza ancora BTC

L’epidemia di coronavirus in fase espansiva può infine portare ad un bitcoin in crescita. Con l’economia che arranca, infatti, come sempre cresce la domanda di beni rifugio. E BTC è ormai ben insediato nel ruolo di oro digitale.

Guardando al 2020, si è notato che il rapido peggioramento della situazione sul fronte Covid-19 ha portato a un downtrend per BTC, che però in un secondo momento è risalito. Come mai?

Va rilevato che attualmente pesano parecchio le incertezze sul futuro, oltre alla difficile situazione contingente. Se in un primo momento per molti ha prevalso la speranza che le cose tornassero rapidamente a posto, ora sappiamo che purtroppo non è così. Ecco quindi dileguate le esitazioni che vedevano soppesare da una parte i beni rifugio e dall’altra asset come azioni, commodities, etc. A tutto vantaggio dell’oro e del bitcoin, in crescita entrambi.

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