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ATM bitcoin: il panorama attuale in Italia

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immagine di un modello di atm bitcoin

Oggi si contano in Italia circa 70 ATM bitcoin, ossia sportelli automatici che erogano criptovaluta in cambio di contanti (e talvolta usando carte di pagamento). Oltre a BTC, alcuni di questi permettono di acquistare svariate altcoins: ethereum, tether, litecoin, dash in primis.

Anche per chi ha l’intenzione opposta, vendere asset digitali per incassare valuta fiat, le casse automatiche si rivelano utili come alternativa agli exchange. Un certo numero di quelle installate (a fare la differenza sono marca e modello) contempla infatti l’opzione.

Il lato negativo degli ATM bitcoin risiede nei costi di commissione. Rispetto alle piattaforme online appaiono decisamente salati, eppure gli utilizzatori non mancano. Esiste qualche vantaggio che compensa l’esborso più alto? Per alcuni investitori la risposta è sì.

Dove si trovano gli ATM bitcoin nel mondo e in Italia

A livello globale, quasi tutti gli ATM bitcoin risultano concentrati in Occidente. A fare la parte del leone è il Nordamerica, che detiene più del 94% dei 26-27.000 sportelli automatici per criptovalute del mondo intero. L’Europa risulta seconda, con un numero complessivo che supera i 1.260 (includendo anche la Russia).

In proporzioni a dimensioni territoriali e popolazione si distingue poi El Salvador, dove l’ammontare degli sportelli automatici per BTC ha oltrepassato quota 200. Il che non stupisce, visto che nel paese centroamericano la criptovaluta numero 1 ha corso legale.

Africa, Sudamerica ed Asia presentano invece una scarsa penetrazione, con qualche modesta eccezione come il Vietnam.

Per quanto riguarda l’Italia, la presenza più massiccia di ATM bitcoin si evidenzia al nord, perlopiù nelle aree metropolitane: Milano e Torino sono in testa. Però anche il centro-sud, Roma in particolare, ne conta un discreto numero.

Quasi tutti sono ubicati all’interno di esercizi commerciali di svariata tipologia. Ad esempio un caffè-pasticceria, un ottico, un negozio di sigarette elettroniche, diversi tabacchini, centri commerciali, etc.

In qualche raro caso gli ATM bitcoin italiani dispongono di un locale protetto esclusivo. In questo caso l’operatività è disponibile in modalità 24/7, a differenza di quelli inseriti nelle attività commerciali.

Le aziende che producono ATM bitcoin

Le aziende produttrici degli sportelli automatici per BTC ubicati in Italia sono meno di 10. Alcune offrono ATM per operazioni di compravendita di criptovalute, altre per il solo acquisto. Si chiamano Shitcoins Club (acquisto e vendita), CryptoLocalATM (acquisto e vendita), General Bytes (acquisto e vendita o solo acquisto a seconda del modello), Lamassu (solo acquisto), Bitcoin Teller (solo acquisto), Walledo ATM (solo acquisto).

Tutte straniere e tutte accomunate da modelli semplici da usare. Le operazioni infatti si rivelano veloci grazie a una procedura guidata d’immediata comprensione. Di solito basta avere a portata di mano lo smartphone sul quale è installato il wallet che riceverà o cederà la criptovaluta, più i contanti o la carta di pagamento.

Per quanto riguarda la sicurezza e la privacy ci sono differenze. Ogni azienda, sembra incredibile però è così, gode di ampia libertà sulle regole da adottare. Questo perché l’Italia attualmente si trova in una zona grigia per via di un impasse normativo. La conseguenza è che le operazioni di scambio criptovaluta-cash a queste casse automatiche possono svolgersi in forma anonima. L’indirizzo del wallet viene registrato e l’operazione sarà trascritta su blockchain, certo, ma non occorre quasi mai un documento d’identità o altra forma di riconoscimento che identifichi la persona.

Alcune aziende eseguono più controlli, altre sono molto elastiche. Ti accorgi della differenza perché l’acquisto presso gli ATM di quelle più fiscali si traduce in tempi più dilatati per l’accredito effettivo della valuta virtuale nel wallet. Che comunque si misurano generalmente nell’arco di poche ore.

Chi usa gli ATM per acquistare o vendere BTC

Giovani, giovanissimi e più facilmente maschi: ecco il ritratto tipico di quanti usano gli ATM bitcoin. Com’è facile intuire l’acquisto interessa di norma i satoshi e non i ben più costosi BTC. Ben informati, questi ragazzi sanno bene che le commissioni delle casse automatiche appaiono salate, arrivando fino al 10% dell’ammontare dell’operazione. L’onere ha infatti varie voci di costo, fra cui l’exchange al quale si collega l’ATM.

Ma l’opzione casse automatiche presenta, e davvero non è poco, rischi minori di hacking, tracciamento e violazione della privacy. Occhi vigili interessati a queste casse automatiche a dire il vero ci sono, ma non appartengono a malintenzionati, bensì agli agenti della Guardia di Finanza.

La loro attenzione nasce dal rischio di utilizzo fraudolento degli ATM bitcoin. L’anonimato infatti può rappresentare un valido canale per il riciclaggio. Inserisci contanti di illecita provenienza e li converti in criptovaluta, semplicissimo.

Un deterrente per queste operazioni è il tetto massimo giornaliero per queste operazioni: oggi si attesta ai 2.000 euro, dal 1° gennaio 2022 risulterà dimezzato. Però avendo a disposizione un numero adeguato di soggetti disposti, per dare meno nell’occhio, a spostarsi di frequente fra vari ATM, magari persino in un’area internazionale, si evince come l’opzione possa apparire interessante anche per traffici di medio calibro.

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