Mar. Nov 29th, 2022

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Il nuovo punto di riferimento online per le criptovalute

Acquistare criptovalute: dove? Un’introduzione con consigli

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acquistare criptovalute: simboli di varie valute virtuali come BTC ed ETH

Investitori istituzionali e retail si dimostrano sempre più propensi ad acquistare criptovalute. Le opzioni per farlo sono raggruppabili in 2 categorie: gli exchanges e gli ATM per bitcoin. Il primo consente l’acquisto di valute virtuali online, gli sportelli automatici invece si trovano sul territorio.

Ecco come si differenziano.

Acquistare criptovalute negli exchange

Gli exchanges sono intermediari finanziari specializzati per l’acquistare criptovalute, oltre che per venderle. Forniscono anche servizi accessori come la custodia, lo staking, derivati con una o più criptovalute come sottostante, etc.

I principali che operano a livello internazionale sono Coinbase, Binance, Kraken, Bitfinex, Bitpanda, Bittrex, Bitstamp, Huobi e sono stati aperti diversi anni. Fa eccezione il più recente Binance, del 2017, anno in cui è ha iniziato l’attività anche un exchange italiano in via di affermazione: Young Platform.

Qualcuno è pure quotato in borsa: Coinbase, Huobi e Bitpanda.

A questi si aggiunge eToro. E’ un broker in realtà, ossia una piattaforma dove si negoziano titoli azionari, indici, valute fiat e altri strumenti finanziari. Ma negli anni la sua attività principale è diventata la compravendita di alcune criptovalute. BTC è il più scambiato in assoluto.

I fattori da considerare nella scelta dell’exchange

Le politiche che adottano queste piattaforme nei confronti di chi vuole acquistare criptovalute si differenziano per:

  • costi: alcuni hanno spread e commissioni più alte, altri sono più convenienti. Occorre prestare attenzione non solo alla singola voce di costo ma al totale, e verificare che non ci siano oneri nascosti;
  • sicurezza: anche se negli anni la situazione è migliorata, gli exchanges sono notoriamente una delle prede preferite dagli hackers. Il consiglio è di spostare su un hard wallet i token che non prevedi di negoziare a breve;
  • conformità alle normative dei vari paesi in cui operano: per fare qualche esempio, Coinbase ed eToro hanno l’autorizzazione della Consob, Kraken e Binance no;
  • numero di criptovalute listate: se per acquistare criptovalute s’intende bitcoin ed ethereum, praticamente qualunque exchange va bene. Per le altre, in particolare quelle con ridotta capitalizzazione, occorre verificare. Tenendo anche presente che la situazione è dinamica;
  • servizi accessori: tutti gli exchange oggi forniscono servizi accessori come la custodia, ma con modalità, livelli di sicurezza e costi diversi;
  • semplicità di utilizzo: un parametro da non sottovalutare riguarda proprio la facilità nell’operare transazioni, caricare il wallet e prelevare. Consigliabile scegliere exchange con interfacce user-friendly, e, per chi non ha particolare dimestichezza con l’inglese, dotate di eccellente traduzione. Di solito è possibile verificare anche senza iscrizione la sezione e-learning, che è bene studiare per colmare eventuali lacune e farsi un’idea della piattaforma;
  • metodi di pagamento accettati: le carte di credito vanno bene ovunque (ma sono le più costose), per gli altri mezzi come bonifici e Paypal, Skrill, Neteller etc. la scelta si riduce. Il più generoso di alternative sembra essere eToro. Consente di caricare il conto anche con Paypal, opzione rara per l’Italia;
  • disponibilità di deposito e transazioni in valute differenti: operare e depositare/prelevare in euro significa maggiore semplicità e riduzione dei costi, quindi è un altro fattore da esaminare.

Gli ATM per criptovalute

Gli ATM per acquistare criptovalute sono sportelli automatici che erogano bitcoin e, spesso, anche alcune altcoins, in cambio di contanti. Nel caso invece tu abbia in mente una valuta virtuale semisconosciuta, un ATM non va bene perché sicuramente non la vende.

Questi sportelli sono idonei soltanto per comprare valori limitati. Nell’anno in corso accettano fino a 2.000 euro, dal 2022 il tetto scenderà a 1.000 €.

Hanno una diffusione ancora limitata, attualmente se ne contano in Italia una settantina.

L’interfaccia si rivela di semplice utilizzo, indipendentemente dai vari modelli. Ovviamente bisogna prestare attenzione a selezionare l’operazione giusta, perché molti supportano anche la vendita di valute virtuali, e a scegliere la criptovaluta d’interesse.

Il trasferimento al wallet richiede da qualche decina di minuti a poche ore.

Indispensabile conservare sempre lo scontrino rilasciato dall’ATM a transazione completata. Potrebbe venire utile in caso di problemi.

Nota: la compravendita delle valute virtuali avviene al di fuori dei mercati regolamentati. L’assenza di coperture legali consiglia perciò una maggiore prudenza nell’operare. Le alternative sono elencate nel post a scopo divulgativo, ma si declina ogni responsabilità verso la decisione e le conseguenze nell’usarle, essendo questo soltanto un blog informativo.

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